Muore il fratellino di Omran



BEIRUT. Un fratello di Omran, il bambino la cui immagine mentre siede in un ambulanza coperto di polvere e sangue è diventata il simbolo della tragedia dei civili vittime della guerra siriana, è morto ad Aleppo per le ferite riportate nello stesso bombardamento.

Sono stati gli attivisti di Aleppo ad annunciarlo nello stesso giorno in cui, secondo fonti dei ribelli, altri sei bambini della stessa famiglia sono stati uccisi con la loro madre in un bombardamento in un altro quartiere. “Un’altra morte senza senso di un bambino in Siria”, ha scritto su twitter Caroline Anning di Save The Children, mentre la Syria Solidarity Campaign basata a Londra ha parlato di “crimine di guerra”.

Il fratellino di Omran deceduto si chiamava Ali, e aveva 10 anni. Il piccolo, secondo quanto aveva raccontato il padre nei giorni scorsi al Telegraph, era in strada a giocare con alcuni amici quando la casa della famiglia Daqnish è stata colpita.

Omran, che ha tre anni e non cinque, come avevano riferito in un primo momento i soccorritori, era seduto accanto al padre su un divano, che si è spezzato a metà. E’ stato lui il primo ad essere soccorso e portato fuori dal padre, che poi è tornato tra le macerie per estrarre un altro figlio e due figlie che si sono anch’essi salvati. Fonti degli attivisti anti-governativi avevano detto che il raid, avvenuto il 17 ago- sto nel quartiere residenziale di Qaterji, era stato compiuto da aerei governativi siriani o russi. Mosca ha risposto afferman- do di non avere compiuto bombardamenti su quella parte della città.

Il padre di Omran, nelle sue dichiarazioni al Telegraph, aveva detto che i quattro bambini che erano con lui in casa era- no stati dimessi dall’ospedale e si stavano riprendendo, ma non aveva fatto riferimento ad Ali. Intanto fonti dei ribelli ad Aleppo hanno affermato che sette membri di una famiglia - sei bambini e la loro madre - sono morti ieri in un bombarda- mento aereo su un altro quartiere. Il comitato di coordinamento delle forze ribelli, citato dal sito Midd- le East Eye, ha riferito che gli uccisi sono la moglie e i sei figli di un attivista locale dell’opposizione, Ali Abu al Jawd. La casa si trovava nel distretto di Al Jalum, nella parte vecchia della città. Al Jawd, aggiungono le fonti, non si tro- vava nella casa al momento del raid. “Aleppo rischia di morire”, è stato l’allarme lanciato dall’inviato speciale dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura, intervenuto al Meeting di Rimini, aggiungendo che la città, un tempo la più popolosa della Siria e centro delle sue attività economiche, “è il simbolo dell’orrore di questa interminabile guerra di cinque anni”.

Una città un tempo “meravigliosa” dove oggi “a parlare sono le bombe, i razzi, le bombole a gas, i cecchini e i mor- tai”. De Mistura ha ricordato che al suo appello per una tregua di almeno 48 ore che consenta di fare arrivare aiuti umanitari alla popolazione, “la Russia ha risposto di sì”. Ma ora, ha sottolineato, “la pa- rola passa al governo e all’opposizione, perché le tregue si decidono in due. Noi stiamo spingendo”.