Napoli si ribella alla violenza



IL 17ENNE ACCOLTELLATO: OGGI DOPPIA MANIFESTAZIONE. IL QUESTORE CHIEDE AIUTO

NAPOLI. I più determinati sono i suoi compagni di classe. Da lunedì non lo lasciano solo e oggi scenderanno in piazza per dire no alla violenza. Agli aggressori chiedono di "fare un esame di coscienza, perché tanta violenza?". Mentre il questore di Napoli, Antonio De Iesu, chiede che chi ha visto o sa qualcosa aiuti concretamente le forze dell'ordine. Per fortuna le condizioni di salute del 17enne accoltellato nella serata di lunedì da quattro sconosciuti - tutti minorenni - in via Foria a Napoli stanno migliorando anche se è ancora ricoverato nel reparto di chirurgia vascolare dell'ospedale cittadino "San Giovanni Bosco". I compagni di classe del 17enne si stanno alternando in ospedale; lo faranno fino a quando il loro amico non sarà dimesso ma sono pronti a chiedere con forza che si intervenga per porre fine a questa "ondata di assurda violenza". Il 17enne nella mattinata di ieri ha ricevuto la visita del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris; del questore di Napoli, Antonio De Iesu e del comandante provinciale dei Carabinieri, Ubaldo del Monaco. Le forze dell'ordine stanno lavorando senza sosta per assicurare alla giustizia gli aggressori del 17enne. E nei prossimi giorni, fanno sapere della Curia arcivescovile di Napoli, si recherà a fargli visita anche il cardinale Crescenzio Sepe. "È stata una visita che mi ha particolarmente toccato. Il ragazzo è forte, non molla, si sta riprendendo e lo aspetto a Palazzo San Giacomo", ha detto il sindaco dopo aver lasciato l'ospedale. Intanto, per oggi, i compagni di classe del 17enne hanno promosso un doppio appuntamento: una marcia mattutina da piazza dei Miracoli a via Foria e nel pomeriggio un sit in dinanzi alla Prefettura. Con loro ci saranno anche i rappresentanti della Cgil e della Uil. Dinanzi a tanta violenza il cardinale Crescenzio Sepe confessa di provare un "grande dolore" ma anche un "moto di stizza" perché da anni va denunciando il fenomeno delle baby gang. Ma Sepe chiede a tutte le istituzioni, alle famiglie, alla scuola, e alla stessa Chiesa, attraverso gli oratori, di "fare uno sforzo sinergico" perché da soli "nessuno è capace di risolvere la questione". L'ultimo appello ai giovani Sepe lo ha lanciato l'otto dicembre scorso quando a loro ha detto che la città è loro "ma possedetela senza violenza contrastando chi dice di amarla ma invece ne fa carta straccia". Sul fronte investigativo, il questore di Napoli,Antonio De Iesu, ha diffuso una nota per evidenziare che "le serrate indagini della Squadra Mobile non hanno portato allo stato alla identificazione degli autori dell'efferato gesto criminale" dopo che si erano sparse voci in senso contrario. Ma "questo è il momento - sottolinea il questore - per dare un segno concreto, da parte di chi ha visto, di cittadinanza attiva e consapevole collaborando con le forze di Polizia al fine di contribuire a riscattare l'immagine della città e l'alto senso civico che storicamente caratterizza la comunità partenopea". E assicura "l'assoluta riservatezza della fonte".


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