Nasl: un pallone a rischio


IL CASO/I GIOCATORI DEI COSMOS VOGLIONO LA SOPRAVVIVENZA DELLA LEGA


NEW YORK. Tre giocatori dei New York Cosmos, e l’allenatore italo- venezuelano Giovanni Savarese, hanno preso posizione in merito al- l’azione legale promossa dalla Nor- th American Soccer League (NASL) contro la federazione calcio statuni- tense (USSF). La denuncia chiama in causa la legge anti-trust in segui- to alla mancata assegnazione del ti- tolo di Division 2. La NASL sostie- ne infatti che il diniego dello status infrange le norme di equa competi- zione, favorendo la MLS che reste- rebbe l’unico campionato calcistico nazionale di livello professionistico.

Storicamente la NASL ha sem- pre ambito a mettersi in competizio- ne con la MLS nell’ipotesi ottenes- se la certificazione di Division 1, mentre l’altro campionato naziona- le, la United Soccer League, (USL) non ha alcuna intenzione di elevare il suo status in quanto legato anche finanziariamente alla MLS.

È l’avvocato Jeffrey Kessler ad agire negli interessi della NASL. Kessler è passato agli onori della cronaca per aver difeso il quarter- back dei Patriots, Tom Brady, nella causa contro la NFL dopo lo scan- dalo dei palloni sgonfiati del Super- bowl 2015. Kessler ha richiesto sia un’ingiunzione temporanea (riattri- buzione Division 2) che permanen- te, quella che impedirebbe alla USSF (un ente privato) di decidere a quali campionati possa essere ammessa una lega.

Il direttore amministrativo dei Cosmos, Erik Stover, ha notato che la Federazione sta inasprendo le norme a svantaggio della NASL. La USSF infatti intende attribuire lo sta- tus di Division 1 solo a campionati con almeno 16 squadre, delle quali il 75% con base in città con almeno 2 milioni di abitanti e stadi da non meno di 15 posti: “Bournemouth che è in Premier League - ha notato Stover - Eibar e Bilbao della Liga, non po- trebbero giocare nella prima divisio- ne americana”.

Dietro le negazione del titolo di Division 2, esiste infatti un movi- mento di pensiero secondo il quale la Federcalcio Usa persegua gli in- teressi della MLS. Lo stesso Stover si domanda: “Come potremmo mai diventare Division 1 se il comitato

federale è formato da nove rappre- sentanti della MLS, uno della USL, tre della lega femminile e dal com- missione NASL?”

Curioso, infine, notare che i due principali investitori della Lega, Roc- co Commisso (Cosmos) e Riccardo Silva (Miami) siano italiani, e che il loro giudizio nei riguardi del calcio americano e del suo estabilishment, non sia benevolo.

Giovedì scorso, nel corso di una conferenza stampa, la NASL ha am-

messo di essere costretta a cessare le operazioni se, il 31 ottobre (data della prima sentenza) il Tribunale di Brooklyn non dovesse restituirle lo status di secondo campionato na- zionale: “Ci sarebbero molti gioca- tori senza lavoro - osserva Carlos Mendez, capitano della storica so- cietà newyorkese - la NASL si è ri- velato un campionato importante per molti bravi giovani giocatori, ce ne sono da tutto il mondo che mo- strano un alto livello di calcio, tuttiin grado di guadagnarsi da vivere in modo confortevole. Io stesso gua- dagno bene, è la mia quinta stagio- ne con i Cosmos, sarebbe vergogno- so se la NASL dovesse chiudere”. Il centrocampista Danny Szetela ammette un debito di riconoscenza. Quando nel 2013 non trovò ingag- gio nella MLS dopo un intervento chirurgico, furono i Cosmos a for- nirgli una seconda opportunità “di continuare la carriera. Sono grato al club ed a Giò (Savarese, ndr). La fe- derazione sta facendo esattamente l’opposto di quello che dovrebbe, ovvero aiutare la lega a crescere”. Non è certo facile per l’allenato- re tenere salde le briglie del coman- do in una fase di così elevata incer- tezza: “La NASL ricopre un impor- tante ruolo nello sviluppo del calcio in questo Paese - afferma l’allenato- re dei Cosmos - molti giocatori han- no potuto essere attivi, guadagnare e mantenere la famiglia. La lega ha anche consentito ad altri campiona- ti di svilupparsi. Per il bene di gioca- tori e di un club come i New York Cosmos, non vorrei altro che la sua continuazione. Siamo gente di cal- cio e vorrei vedere impegnati i miei giocatori nella prossima stagione”. I Cosmos sono stati salvati in ex- tremis dalla bancarotta a cavallo tra Natale e Capodanno del 2016, quan- do l’imprenditore di origini calabre- si, Rocco Commisso, ha abbraccia- to la causa del calcio dopo aver ri- fiutato per decenni di essere coin- volto in club di primaria grandezza come investitore di minoranza. Al momento il suo impegno finanziario rasenta i 20 milioni di dollari, ma Commisso ricopre anche il ruolo di chairman della NASL. Il proprietario dei Cosmos è an- che irritato da quello che sembra un artificiale proposito della USSF di mettere fuori gioco le ambizioni del- la NASL. Nel corso della conferenza stampa, Commisso ha infatti ricor- dato che nell’audizione alla USSF “i rappresentanti della federazione sembravano totalmente disinteres- sati ad ascoltare i nostri progetti. Uno dei componenti si è pure addormen- tata mentre parlavo”. Al momento, la North American League annovera otto società (e ne potrebbe perdere tre), numero con- siderato insufficiente per l’attribu- zione dello status di Division 2, ma i club forniscono lavoro a centinaia di persone fra staff tecnico, ammini- strativo e giocatori, molti dei quali non troverebbero una fonte di so- stentamento nei campionato ameri- cani. Inoltre, la NASL viene anche accusata di non avere sufficiente co- pertura delle tre zone orarie negli Usa. Come Commisso ha accenna- to, davanti alla USSF i proprietari sono andati a sostenere il progetto di espansione, ma la USSF ha rispo- sto bocciando la richiesta della NASL e “rimandando” quella della USL a cui è stato concesso un mese di tempo. “Commisso ha comprato i Cosmos dietro condizione che la NASL ricevesse lo status di Divi- sion 2 - ricorda Szetela - Rocco è la persona che intende difenderci e far crescere il calcio. Non solo per il bene della NASL, ma di quello della Nazionale”. In termini di qualità e livello in- ternazionale di gioco, ad avere co- gnizione di causa è Andres Florés, il cui impiego nei NY Cosmos gli ha consentito di essere chiamato a di- fendere i colori del suo Paese, El Salvador: “Da quando sono nella NASL sono convocato dalla nazio- nale come tanti altri colleghi, perché abbiamo ll’opportunità di giocare ad alti livelli. Non dovrebbe esserci chiu- sa la porta”.


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