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Nel 2016 scatto di fatturato e ordini


COMMERCIO/LA SPINTA È ARRIVATA DALL’ENERGIA E DAGLI INVESTIMENTI INTERNI, IL SURPLUS SFIORA I 40MLD


ROMA. L'industria italiana ha accelerato a fine 2016. Il fatturato del settore è cresciuto del 2,4% a novembre rispetto a ottobre, secondo gli ultimi dati dell'Istat, e del 3,9% rispetto all'anno prendente. La spinta è arrivata in parte dall'energia, sull'onda della ripresa delle quotazioni del petrolio, ma anche dagli investimenti interni in beni strumentali, che hanno vissuto una ripresa. Sono risultati in espansione tendenziale in quasi tutti i settori, con la sola eccezione dell'attività estrattiva, e gli aumenti più consistenti hanno contraddistinto la fabbricazione di mezzi di tra- sporto (+13,6%), il settore farmaceutico e le industrie tessili. Sempre a novembre sono cresciuti anche gli ordinativi, dell'1,5% da ottobre e dello 0,1% dal 2015, un indizio che potrebbe anticipare una fase espansiva nei prossimi mesi, dopo un 2016 che sembra avviato a concludersi con il segno meno. Nell'insieme dei primi undici mesi dell'anno, infatti, i fatturati industriali sono diminuiti dell'1,1% rispetto allo stesso periodo del 2015, affossati anche dalla deflazione, e un calo analogo (-1,2%) ha colpito gli ordini. Difficilmente i risultati dell'ultimo mese dell'anno, potranno ribaltare la situazione. Su come si rivelerà dicembre, alcuni segnali fanno intanto sperare in un andamento positivo: oltre all'aumento degli ordini, infatti, c'è stato il miglioramento del clima di fiducia delle imprese manifatturiere e i nuovi dati sul commercio estero con i paesi extra-europei. L'Istat ha registrato, infatti, nel dodicesimo mese un balzo delle esportazioni del 2,5% sul mese e del 4,1% sull'anno (nei dati grezzi) e un aumento anche delle importazioni rispettivamente del 6,5% e dell'8,1%. L'Istat ha parlato di una "significativa espansione" dei flussi, che non è bastata, tuttavia, a portare in campo positivo l'andamento dell'intero anno. Il 2016 ha chiuso così con un calo dell'export dell'1,2% e una contrazione ancora maggiore dell'import (-5,8%). Di conseguenza è aumentato il surplus della bilancia commerciale fino a sfiorare i 40 miliardi di euro (39,9) dai 33,2 del 2015. Tra i mercati di sbocco, nel corso dello scorso anno, hanno avuto un ruolo trainante il Giappone (+9,6%), la Cina (+6,4%) e gli Stati Uniti (+2,6%) anche se questi ultimi hanno visto una frenata del tasso di crescita rispetto al 2015, quando aveva raggiunto il +20,9%. Hanno pesato invece in senso negativo le contrazioni delle vendite nei paesi latini del Mercosur (-13,3%) e nei paesi esportatori di petrolio dell'Opec (-7,3%). In mezzo a tanti dati, per l'Istat è stata anche una giornata di protesta con un presidio dei precari dell'istituto nella sede centrale di Via Cesare Balbo per chiedere la stabilizzazione di 350 lavoratori. Una delegazione di ricercatori è stata poi ricevuta dalla ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, che ha garantito il massimo impegno per una rapida soluzione della questione, attraverso un intervento nel decreto Milleproroghe.


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