Nella morsa dell’ecomafia



ROMA.L’illegalità ambientale“vale” 19,1 miliardi. Un fatturato che, seppur in calo rispetto allo scorso anno(quando era di circa 22 miliardi), è stato messo insieme grazie ai 28 mila

reati messi a segno nel 2015, tenendola media di 76 illeciti al giorno, più di tre ogni ora.

Numeri, dati e storie del malaffare “verde” che vengono impacchettati Legambiente nel nuovo rapporto “Ecomafia 2016”, messo a punto, tra gli altri,grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine e degli altri organi di polizia giudiziaria. 4,2 Il rapporto mette in evidenza come i reati ambientali siano in leggera flessione e come, allo stesso tempo, siano cresciuti gli arresti; e come, però, riesca a farsi sempre più spazio “la corruzione: un fenomeno dilagante” che, ritenuto “l’altra faccia delle ecomafie, facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale” (prima Regione per numero di indagini in questo ambito è la Lombardia). “Considero i crimini ambientali veri e propri “furti di futuro”, reati gravissimi in quanto privano il Paese e i cittadini della bellezza del territorio e della propria salute” ha osservato il presidente del Senato Pietro Grasso, facendo presente l’importanza di ripristinare l’ambiente “ferito” portando avanti un programma nazionale di bonifica . “Io credo - ha aggiunto Grasso - che il rinnovato e corale impegnodel sistema-Paese in questo campo sia il segnale di un importante cambio di passo”. Nel 2015 sono stati accertati27.745 reati ambientali, 188 arresti, 24.623 persone denunciate e 7.055 sequestri. La torta dell’illegalità se la spartiscono i 326 clan eco-criminalicensiti. Con il sud Italia che continua a rimanerenella“morsa”dell’ecomafia: in testa alla classifica regionale degli illeciti si piazza la Campania (4.277 reati, il 15% a livello nazionale); il Lazio è la prima del centro Italia, la Liguria è la prima del nord. A fronte di un calo complessivo dei reati, aumenta invece “l’incidenza degli illeciti nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso: in Calabria (2.673), Campania, Puglia (2.437) e Sicilia (4.001) ne sono stati contati 13.388, il 48,3% del totale; a livello provinciale, Napoli e Salerno sono le più colpite, seguite da Roma, Catania e Sassari. Preoccupa la crescita degli illeciti nella filiera agro-alimentare (oltre 20 mila reati, 4.214 sequestri, per un valore di oltre 586 milioni di euro), i reati contro gli animali, gli incendi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari, quelli ai danni dei beni culturali(ilvaloresuperai3,3miliardi) e il ciclo del cemento e abusivismo edilizio (costruiti 18 mila immobili “fuori legge”, 1.275 sequestri). Il capitolo sul traffico illecito dei rifiuti: oltre 47,5 milioni di tonnellate di spazzatura finita sotto i sigilli (al 31 maggio 2016 le inchieste erano 314, 1.602 arresti, 7.437 denunce). Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, ricordando come il governo mantenga alta l’attenzione sulla Campania, ritiene motivo di orgoglio la legge sugli ecoreati e il fatto che oggi inizi a produrre i suoi frutti.