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Neve, New York sommersa



NEW YORK. Da New York al Massachusetts, dalla Pennsylvania al Maine, dal New Jersey al Connecticut, la costa orientale degli Stati Uniti è nella morsa della neve: una violenta bufera ha imbiancato le città dalle prime ore della mattina, e il maltempo ha interessato circa 50 milioni di persone.

Fortissimi disagi per il traffico aereo, con oltre 3.000 voli già cancellati, scuole e uffici chiusi.

A New York, dove il manto bianco ha raggiunto i 25 centimetri, si conta la prima vittima. Si tratta di un portiere di un palazzo nell’Upper East Side, a Manhattan, morto mentre stava spalando la strada. Migued Gonzales, 59 anni, a causa del terreno scivoloso è caduto contro una finestra di vetro ed è deceduto per i tagli al collo e al viso.

“La gente deve stare molto attenta e prendere sul serio la situazione”, ha detto il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio. “Non mettetevi in macchina se potete scegliere”, è stato l’avvertimento lanciato ai newyorkesi dal primo cittadino, che pur non avendo ordinato lo stop totale alle auto, ha chiesto di rimanere fuori dalle strade a meno di emergenze.

“Le strade sono pericolose, se non siete obbligati a uscire state a casa”, ha spiegato da parte sua il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, facendo appello al buon senso dei cittadini.

A causa della bufera sono rimaste chiuse tutte le scuole e molti uffici pubblici, così come il quartier generale dell’Onu, sull’East River. Le autorità hanno spiegato che nei due scali newyorkesi La Guardia e Jfk sono stati cancellati almeno 1.300 voli, ma si spera di tornare alla normalità oggi. In funzione invece (ma con ritardi su alcune linee) la metropolitana. E oltre 4.000 operatori sono al lavoro per le strade.

La bufera ha colpito tutta la East Coast, da Washington a Philadelphia, passando per Boston. Anche il governatore del Massachusetts, Charlie Baker, ha lanciato un appello ai cittadini chiedendo di “non mettersi in strada a meno che non sia assolutamente necessario”.

Gli esperti hanno spiegato che si è trattato di un “weather bomb”, “clima bomba”, fenomeno che si verifica quando la pressione precipita di 24 millibar in meno di 24 ore. La tempesta, inoltre, è arrivata dopo una giornata di caldo record per il periodo: a New York, per esempio, la temperatura mercoledì è arrivata a toccare i 17 gradi centigradi, mentre ieri il termometro è crollato di diversi gradi sotto lo zero.


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