Nicaragua, bagno di sangue


POLIZIA E GRUPPI SANDINISTI UCCIDONO ALMENO 11 MANIFESTANTI A MANAGUA


MANAGUA.Almeno 11 morti,decinediferitieun clima di terrore che ha portato la Chiesa a sospendere sine die il “dialogo nazionale” per porre fine alla crisi politica: questo il bilancio della brutale repressione messa in atto mercoledì dalle forze dell’ordine e gruppi armati sandinisti contro la marcia organizzata a Managua in omaggio alle madri delle vittime per le proteste anti-governative.

E’ stata la “madre di tutte le marce”, in tutti i sensi: perché convocata nella Festa della Mamma dall’associazione delle Madri di Aprile - cioè le madri degli almeno 80 nicaraguensi uccisi nelle manifestazioni che si susseguono da più di un mese - ma soprattutto perché ha riunito centinaia di migliaia di persone, che hanno sfilato in un corteo lungo oltre 5 km nel centro della capitale del paese. La manifestazione si è svolta senza nessun incidente, ma intorno alle 17, quando la gente stava cominciando a tornare a casa, è iniziata la repressione delle unità antisommossa e dei gruppi irregolari.

Mentre sui social si moltiplicavano i messaggi di allarme, migliaia di manifestanti hanno cercato rifugio nella sede delle università e nella cattedrale e dagli ospedali cominciavano ad arrivare i bollettini delle vittime. La repressione, a sua volta, ha provocato nuove proteste che si sono estese ad altri punti del paese, e che sono andate avanti tutta la notte.

Ieri la prima a prendere posizione è stata la Conferenza episcopale, che ha annunciato la sospensione del “dialogo nazionale” lanciato da Ortega - di cui è mediatore e testimone - “fin quando si continuerà a negare al popolo nicaraguense il diritto a manifestare pacificamente, e il popolo continuerà ad essere represso ed assassinato”.

In un durissimo comunicato, i vescovi hanno “condannato energicamente” quella che hanno definito una “aggressione organizzata e sistematica contro il popolo” da parte di “gruppi che appoggiano il governo” e che hanno agito con “violenza inumana”.

I media e le organizzazioni di difesa dei diritti umani hanno pubblicato i loro primi bilanci di

vittime: almeno 11 morti e 76 feriti in tutto il paese, secondo il Centro Nicaraguense per i Diritti Umani (Cenidh), ai quali il quotidiano La Prensa aggiunge altri 4 morti. Questi si aggiungono agli 82 morti registrati da Amnesty Intern