Nient’attesa dall’Egitto: raid nel Sinai, 40 morti


Il Cairo,attacco notturno alle postazioni dei terroristi islamici


ROMA. Al Cairo non hanno fatto passare 24 ore per rispondere con la forza alla violenza dei terroristi. Immediatamente dopo l'attentato all'autobus di turisti vietnamiti in gita alle piramidi, in cui sono morte quattro persone, l'Egitto ha sfoderato il pugno di ferro: quaranta militanti islamici sono stati uccisi già durante la notte tra venerdì e sabato in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza. I militari hanno messo a segno una serie di incursioni nel Sinai settentrionale e a Giza, teatro dell'ultimo attentato. "Un atto spregevole e codardo, che prende di mira la volontà degli egiziani", lo ha definito il governo, dicendosi determinato a "sradicare il terrorismo". La cellula smantellata nell'ultima operazione delle forze di sicurezza, ha riferito il ministero dell'Interno egiziano, stava pianificando di effettuare una serie di attacchi contro palazzi delle istituzioni statali, strutture turistiche, centri delle forze armate e della polizia. I terroristi sarebbero stati intenzionati a prendere di mira anche chiese cristiane della locale comunità copta, circa 10 milioni di persone, spesso negli ultimi anni finita nel mirino di attacchi. Lo stesso papa Francesco ha inviato al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi un telegramma di cordoglio per le vittime dell'attentato a Giza. Il pontefice si è detto "profon- damente addolorato, nel deplorare questo atto insensato e brutale". Dure condanne sono arrivate anche dagli Stati Uniti, che hanno confermato il sostegno al governo egiziano nella guerra contro gli estremisti, e dall'Italia, con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi che ha invitato a "restare uniti contro il terrorismo". L'Egitto combatte da anni contro gli islamisti attivi nel Sinai, dove attentati ed attacchi sono frequenti. In diverse occasioni, i terroristi hanno colpito anche nel resto del Paese, prendendo di mira esponenti della minoranza cristiana copta o turisti, in particolare pellegrini in viaggio verso gli antichi monasteri del Sinai. Tra gli attentati più sanguinosi contro i cristiani, si ricorda il doppio attacco alle chiese copte di Tanta e Alessandria d'Egitto nella domenica delle palme dello scorso anno, il 9 aprile 2017. Ma era da due anni che turisti stranieri non erano l'obiettivo. Venerdì il terrore ha colpito proprio in uno dei siti simbolo del Paese, le piramidi di Giza. Un ordigno artigianale nascosto dietro un muretto ed esploso al passaggio del bus ha portato via la vita di tre turisti vietnamiti e di una guida egiziana. L'attacco ora è probabilmente destinato a provocare un inasprimento delle misure di sicurezza in particolare attorno a luoghi sensibili come le piramidi, il museo egizio del Cairo o i resort turistici sul Mar Rosso, oltre che nelle chiese cristiane e negli altri siti dove è presente la comunità copta, mentre si avvicinano le celebrazioni di Capodanno: un duro colpo per un Paese che si alimenta in modo consistente con le vacanze degli stranieri.