Niente miracoli per Salah


MONDIALI/L’asso del Liverpool non trova spazi: Egitto in bilico, Russia quasi qualificata


SAN PIETROBIRGO (Russia). E da brutto anatroccolo la Russia si trasformò in cigno.

Già perché battendo (con stile) l’Egitto, i padroni di casa non solo hanno la qualificazione virtualmente in tasca ma hanno dimostrato di saper giocare a calcio.

Così, a San Pietroburgo, quello che sarebbe dovuto essere il ‘girone della noià grazie alla nazionale russa si è al contrario confermato come una garanzia di emo- zioni tra autogol, rigori e ritmi da finale di Champions. Alla fine la partita termina 3 a Polonia 1. E tutto sommato è giusto così.

La Russia infatti parte subito forte e si muove in modo spigliato nella metà campo egiziana. Alexander Golovin, ormai ufficialmente il fantasista della nazionale, ha presto un’occasione da fuori area ma non riesce a imprimere alla sfera la neces- saria rotazione. L’Egitto, in difficoltà a causa delle fisicità dei russi, risponde però con un buon contropiede al 12' e Trezieguet fallisce di un soffio un mezzo pallo- netto.

I ragazzi di Hector Cooper a quel punto spingono e si guadagnano una serie di calci d’angolo ma senza concretizzare l’assalto. I russi, che ora paiono un pò in bambola, in realtà riescono a ritrovare la lucidità in fretta e prima ci provano con una sciabolata di Cherishev (sopra la tra- versa) e poi con una ripartenza della ‘troika’ Golovin-Cherishev-Dzyuba, che paiono aver trovato ormai il feeling sul campo e dialogano che è una bellezza. Il fraseggio, davvero piacevole, però non sfocia mai in una chiara occasione da gol e le torri russe, terminali naturali dei cross alti, non ne agganciano una. Dietro, in compenso, la Russia chiude bene e l’attesissimo Salah, il vero asso di spade dei faraoni, non ha spazi per esaltarsi - tant’è vero che il primo vero tiro degno di questo nome arriva al 41'. Quindi la tragedia.

Al primo minuto della ripresa Golovin sparacchia da fuori area e Fathi, per coprire su Dzyba, malde- stramente la butta dentro. L’Egitto naturalmente accusa, ma pur- troppo sono cose che succedono. La macchina egiziana riparte ma la difesa rus- sa fa il suo dovere. Tranne al 56esimo quando, in area, consegnano a Salah la palla come servita su un piatto d’argento. Il bomber del Liverpool è quasi sorpreso e ha un secondo (fatale) di esita- zione: Fernandes dunque rimedia. Finisse così per la Russia sarebbe comunque un buon risultato, ma di cui andare poco fieri.

Invece al 59' Cherishev infila il por-iere egiziano al termine di un’azione corale e uno straordinario assist di Fernandes: 3 gol in 2 partite e Russia avanti di due lunghezze. Ed è qui che l’Egitto sbanda davvero. Così, 3 minuti dopo, arriva Dzyba, aggancia da fuori area, salta l’uomo e trafigge di nuovo il portiere: la Zenit Arena di quella che fu Leningrado esplode e Dzyba ringrazia la curva con un saluto militare.

L’Egitto non ci sta e prova la rimonta. Ma è tutto inutile, serve solo a prendersi un rigore - grazie all’intervento della Var - e dare a Salah la soddisfazione di segnare e incidere la tacca del gol di bandiera. La Russia è di fatto agli ottavi e per la prima volta nella sua storia, da quando si è dissolta l’Unione Sovietica, non perde la seconda partita a un Mondiale.