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Nomine pubbliche/Si scalda il clima prima delle decisioni finali



ROMA. Le nomine nelle aziende pubbliche sono alle battute finali. All'inizio della prossima settimana dovrebbero essere rese note in vista delle assemblee chiamate a ratificarle. Intanto si scalda il clima e i diretti interessati en- trano nella discussione. Lo fa l'a.d. di Eni, Claudio Descalzi secondo cui le indagini sulle presunte tangenti in Ni- geria non influiranno sulla sua eventuale conferma. Più netto il suo collega in Leonardo, Mauro Moretti, secondo cui l'opinione tra gli investitori è per una sua conferma al vertice. In ogni caso le indicazioni del Governo dovranno prevedere una serie di paletti a cui ha dato l'ok la Commissione industria del Senato mentre il viceministro Enrico Morando assicura a breve l'arrivo dell'atteso Dpcm sui requisiti di onorabilità. Non sono attesi comunque cambiamenti su tutti i fronti. L'a.d. di Eni e di Enel, Claudio Descalzi e Francesco Starace dovrebbero essere confermati ed è su Poste e Leonardo che emergono i nodi da sciogliere. Una congerie di bilanciamenti all'interno della maggioranza e tra gli stakeholder, infatti, potrebbero portare alla sostituzione dell'a.d. di Poste, Francesco Caio. A pesare non sarebbero i conti, buoni, del gruppo, quanto, sembra, alcune scelte strategiche del mana- gement che però sembrano trovare molto apprezzamento tra gli analisti. Nel caso di un avvicendamento il favorito sembrerebbe Matteo Del Fante attualmente in Terna. In forse sembra anche Moretti, che potrebbe essere sostituito da un interno come Fabrizio Giulianini. Moretti lancia quindi un segnale in occasione del bilancio 2016. "Sono particolarmente orgoglioso - dice commentando il ritorno del dividendo dopo sei anni - di presentare agli azionisti una società radicalmente diversa dal passato" per poi rincarare la dose: "Alle conferme deve pensare l'azionista. Io mi limito a prendere atto che tutti gli operatori che hanno investito in Leonardo hanno quella opinione", ovvero quella di una conferma del vertice". Alla presidenza dell'ex Finmeccanica, per mantenere una adeguata rappresentanza di genere potrebbe arrivare invece una donna non estranea al settore della difesa, mentre l'attuale presidente, Gianni De Gennaro, sarebbe ben visto in Eni nel caso di una uscita di Emma Marcegaglia. Per l'Enav sarebbe tra i papabili l'ambasciatore Giovanni Castellaneta, già presidente della Sace. Intanto il viceministro dell'Economia, Enrico Morando assicura che "sarà adottato a breve" il decreto del Presidente del Consiglio sui requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia richiesti agli organi di amministra- zione e controllo delle società pubbliche previsto dalla riforma Madia. Quanto alla clausola etica, infine, "il Governo - ha detto Morando - condivide l'indirizzo a un'armonizzazione, ricordando che in passato, a fronte di un indirizzo unitario espresso dal Governo, si sono registrati esiti diversi nelle differenti società partecipate". Per Morando il modello potrebbe essere "la soluzione adottata da Enel". Sempre ieri è arrivato l'ok della commissione Industria del Senato a una risoluzione che impegna il governo a una maggiore trasparenza sulle nomine chiedendo all'esecutivo di "rendere noti gli atti volti alla definizione delle liste per i cda e a esplicitare nei medesimi atti le singole fasi di procedimento svolte", in particolare rispetto al "concerto con altri ministeri competenti per materia" e "al ruolo eventualmente svolto dal presidente del Consiglio, nel quadro dei suoi poteri di indirizzo e coordinamento".


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