“Non abbassare la guardia”

CORONAVIRUS/IL RICHIAMO DI MATTARELLA: “LA LIBERTÀ NON È FAR AMMALARE GLI ALTRI”



di Fabrizio Finzi

ROMA. “Non bisogna confondere la libertà con il diritto di far ammalare gli altri. Imparare a convivere con il virus non vuol dire comportarsi come se non ci fosse più”. Sergio Mattarella interviene sulla pandemia e lo fa con toni allarmati alla vigilia di una pausa estiva che sforna dati di contagi in crescita che impattano pericolosamente in un fisiologico abbassamento delle misure di protezione tra gli italiani. “Non è il momento di abbassare le difese”, spiega incontrando al Quirinale la stampa parlamentare nella tradizionale cerimonia del “ventaglio”. Il presidente della Repubblica sembra molto preoccupato anche del ripresentarsi di una nuova ondata di negazionismo nel Paese, alimentata in maniera sotterranea dalla diffusione persi- stente di fake news sui social ma anche da settori della politica. Per questo il capo dello Stato sottolinea più volte la differenza tra informazione certificata e fake news e ricorda a chi ha responsabilità politiche il drammatico conto dei numeri che hanno travolto l’Italia solo poche settimane fa. “Sarebbe bene ogni tanto rileggere i prospetti quotidiani, che davano nei mesi scorsi notizia dei dati dell’epidemia, dei nuovi contagi, delle vittime, dei ricoverati in terapia intensiva. Io li conservo a partire dai primi giorni di marzo. Li ho riletti nei giorni scorsi. Non possiamo - e non dobbiamo - dimenticare quel che è avvenuto, le settimane in cui morivano, quotidianamente, centinaia di nostri concittadini, quando nei cimiteri non si trovava spazio per i tanti feretri. Non possiamo - non dobbiamo - rimuovere tutto questo”. Mattarella non cita mai le “mascherine” ma è evidente che anche le polemiche dei giorni scorsi - che hanno visto, ad esempio, Matteo Salvini rifiutarsi di indossarla al Senato - entrano nel cuore del suo ragionamento. Che viene esplicitato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio così: “essere liberi, come dice il presidente Mattarella, non significa far ammalare gli altri. Dunque non abbassiamo la guardia, usiamo le mascherine e rispettiamo tutte le norme anti covid”. Si tratta quindi di un richiamo forte al quale si sono associati immediatamente il ministro della Salute Roberto Speranza e diversi membri del governo. Ai quali, peraltro, è dedicato un altro passaggio presidenziale che sembra qualcosa in più di un invito: “in ambito europeo noi italiani siamo chiamati a fare la nostra parte e a utilizzare le risorse con un programma tempestivo, concreto e efficace”. Tradotto: adesso bisogna essere degni della solidarietà europea e usare bene, presto e tutti i fondi Ue. Il capo dello Stato infatti ringrazia le istituzioni europee: “Abbiamo assistito a un inimmaginabile cambio di paradigma politico e istituzionale della Ue. L’Italia ha trovato condivisione e solidarietà da altri Paesi. La qualità e le formule profondamente innovative messe in campo hanno una portata straordinaria e manifestano un’ambizione di significato storico”. Stessa ambizione deve ora mostrare il governo italiano. A partire dalla ripresa della scuola sulla quale Mattarella ha le idee chiare: “è in gioco il futuro, un futuro che richiede determinazione. I nostri ragazzi hanno patito un anno di disagio. Il sistema Italia non può permettersi di dissipare altre energie in questo campo. Lo sviluppo della nostra società subirebbe un danno incalcolabile. L’apertura regolare delle scuole è un obiettivo primario. L’Italia deve raccogliere la sfida e deve essere fatto ogni sforzo”.

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