“Non c’è Europa senza cultura”



BUCHMESSE/MERKEL E MACRON INAUGURANO LA FIERA DEL LIBRO DI FRANCOFORTE

BERLINO. "Un'Europa senza cultura non esiste". Ospite d'onore la sua Francia, è stato Emmanuel Macron, con queste parole, ieri sera, ad inaugurare la 69/ ima edizione della Buchmesse di Francoforte. L'evento dedicato ai libri più importante d'Europa e del mondo. E ad accoglierlo c'era la cancelliera Angela Merkel, che ha tenuto a sua volta un discorso, sottolineando l'importanza del legame culturale nell'amicizia franco-tedesca, nonostante controversie e guerre del passato. Insieme, i due leader hanno stampato la prima pagina della dichiarazione dei diritti umani. E tutto questo avveniva mentre il presidente Carles Puidgemont, nel parlamento di Barcellona, proclamava e sospendeva l'indipendenza della Catalogna, auspicando il dialogo. L'arrivo del capo del- l'Eliseo nella città sul Meno, 15 giorni dopo che l'esito uscito dalle urne tedesche hanno reso la prospettiva di un dialogo con Berlino più complessa - la cosiddetta coalizione Giamaica con Verdi e Liberali condizionerà il partito di Merkel, così come l'entrata nel Bundestag dei populisti di destra di AFD - viene letta come un segnale politico importante in Germania. Macron arriva dopo aver pronunciato un decisivo discorso sull'integrazione europea, che nella capitale tedesca è stato accolto con più di una riserva, al netto delle lodi per "la passione europea" di chi lo ha pronunciato. E in questo scenario, di fronte ai ten- tennamenti di Merkel alle prese coi colloqui con i tanti partner per un possibile nuovo esecutivo, a margine della fiera, incontrando gli studenti dell'università Goethe, insieme al politico franco-tedesco Daniel Cohn Bendit, il presidente francese si è spinto a contraddire il memorabile e rimpianto Helmut Schmidt, secondo il quale "chi ha le visioni deve andare dal medico". Parole spesso ripetute in questi anni per mitigare le pretese di chi volesse grandi cambiamenti e idee per l'Europa. "Io non voglio nessun medico, voglio visioni!", ha esclamato invece Macron, incoraggiando e bacchettando gli interlocutori-amici tedeschi, perché intraprendano il processo delle riforme su cui si dibatte in questi giorni fra le cancellerie e l'eurogruppo. La serata però è dedicata alla cultura e in particolare ai libri. "La cultura è lo strumento per costruire legami sociali", ha detto ancora Macron all'incontro coi giovani. "Un bambino ben istruito da una famiglia felice non va da Isis". A Francoforte la Francia porta 200 scrittori di lingua francofona, vengono anche dall'Africa, da Haiti, dal Quebec, perché lo spazio della lingua francese va ben oltre i confini nazionali dell'importante vicino europeo. Sono rappresentati però anche 7300 espositori di oltre 100 Paesi, fra cui l'Italia che l'anno scorso ha raddoppiato la sua presenza espositiva e mostra un particolare dinamismo nel settore, come ha rilevato il direttore della Buchmesse Juergen Boos qualche giorno fa, presentando questa edizione a Berlino. Il suo entusiasmo per la vitalità del settore è stato confermato stasera da un tecnico di grande prestigio. "Il libro vive la sua fase migliore degli ultimi 50 anni", ha affermato infatti il capo della Penguin Random House, Markus Dohle. I mercati del libro negli ultimi anni sono cresciuti lentamente, ma in modo costante nella maggior parte dei paesi. E si è sviluppata una "sana coesistenza", ha aggiunto, fra libri stampati e digitali. Fino a domenica prossima sono attesi circa 250 mila visitatori.


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