“Non capisco l’accusa”


CORONA/IL RIESAME CONFERMA IL CARCERE. LA DIFESA “FINO IN CASSAZIONE”


MILANO. Nuova tegola per Fabrizio Corona, che dovrà rimanere in cella a San Vittore su decisione del Tribunale della libertà di Milano. I giudici del Riesame, infatti, hanno respinto l’istanza di scarcera- zione presentata dai difensori dell’ex fotografo dei vip, arrestato il 10 ottobre scorso con l’accusa di intestazione fittizia di beni. Una decisione che, come aveva spiegato il suo legale, l’avvocato Ivano Chiesa, già nei giorni scorsi, “complica” la situazione dell’ex ‘re dei paparazzi’, il quale, prima del nuovo arresto, stava scontando condanne per altri reati, dall’estorsione alla bancarotta fino alla corruzione (il cumulo di pene residuo, al momento, è di 5 anni e un mese) in affidamento in prova ai servizi sociali. Regime questo che, alla luce della nuova accusa, è stato al momento sospeso e sulla cui revoca definitiva dovrà decidere l’8 novembre prossimo, dopo un’udienza ad hoc, il Tribunale di sorveglianza. Venerdì scorso, invece, il Riesame ha concesso gli arresti domiciliari a Francesca Persi, collaboratrice di Corona e sua presunta prestanome nell’amministrazione della Atena, la società di eventi e promozione al centro dell’inchiesta della Dda, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari. A casa della donna, infatti, sono stati trovati oltre 1,7 milioni di euro in contanti, nascosti in un controsoffitto, e sarebbe stata sempre lei a portare altri contanti in Austria. Corona, nel frattempo, dal carcere, come riferito dall’avvocato Chiesa, ha ribadito la sua “stima” per il magistrato Giovanna Di Rosa che gli aveva concesso l’affidamento in prova, ma si è detto “abbattuto e preoccupato” per la decisione di ieri del Riesame. “Non riesce a capire l’accusa che lo ha portato in cella”, ha detto il legale. Co- rona, sia nell’interrogatorio davanti al gip sia al Riesame, si era infatti difeso sostenendo di non essere “un criminale” e che il denaro trovato in casa della Persi sarebbe stato “il ‘nero’ delle serate nei locali”, soldi su cui l’ex agente fotografico, a suo dire, sarebbe ancora in tempo per pagare le tasse. Per questo motivo l’accusa di intestazione fittizia nei confronti dell’ex fotografo dei vip, ha ribadito il legale, “è totalmente infondata e non sta né in cielo né in terra”, ma al limite potrebbe trattarsi “di un’evasione fiscale, reato non da custodia cautelare”. Per il Riesame, che ieri ha confermato l’accusa formulata dalla Procura (le motivazioni del provvedimento tra 45 giorni), Corona, invece, deve restare in carcere perché non sono venute meno le esigenze cautelari contestate e, in particolare, i pericoli di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Già per il gip, tra l’altro, non era verosimile la versione dell’ex agente fotografico sui “pagamenti in nero”, per un totale di circa 3 milioni di euro ‘cash’ in meno di un anno, ed era necessario indagare ancora sull’origine di quei soldi. “Fabrizio non è il pericolo pubblico numero uno”, ha detto ancora l’avvocato Chiesa, che ha annunciato ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame. “La giustizia mostra i muscoli quando si parla di Corona. A questo punto - ha concluso il legale - non posso che prendere atto di questo atteggiamento di forza”. Nel frattempo, infine, l’avvocato Federico Cecconi, legale di Silvio Berlusconi, assieme a Franco Coppi, nel procedimento Ruby ter e che nei giorni scorsi era entrato nel collegio difensivo di Corona, ha rinunciato al mandato.