“Non mi metto da parte”



GOVERNO/STALLO NEL CENTRODESTRA, BERLUSCONI VUOLE RESTARE IN SCENA

ROMA. Il centrodestra unito al Quirinale è la dimostrazione che la coalizione non ha intenzione di dividersi e Di Maio dovrebbe prenderne atto se, come dice, vuole che si rispetti la volontà degli elettori. Il messaggio che fanno filtrare dal centro-destra ha come primo obiettivo quello di mettere a tacere il nervosismo interno dovuto alle conclusioni del vertice di domenica ad Arcore. La 'palla' insomma viene buttata di nuovo nel campo avversario ed ora l'attesa è per le mosse di Luigi Di Maio. In realtà però al netto dei proclami sull'unità della coalizione, all'interno del centrodestra le visioni e soprattutto le strategie continuano ad essere distinte. A frenare sulla possibilità di un nuovo incontro tra i big della coalizione è il leader della Lega Matteo Salvini: "Non è che possiamo fare vertici tutti i giorni - mette in chiaro - esistono anche i telefoni nel 2018". Al di là delle battute però per il candidato in pectore della coalizione non è facile gestire le due partite: da un lato il dialogo con i grillini che continuano ad essere la forza a cui la Lega guarda come possibile partner di governo, e dall'altra parte, dover rassicurare Silvio Berlusconi sulla tenuta della coalizione. L'ex premier dal canto suo non ha nessuna intenzione di farsi mettere in un angolo dai Cinque Stelle e pur offrendo la sua disponibilità a discutere con tutti per formare un governo, resta indisponibile a scomparire dalla scena: Non mi faccio da parte - è il ragionamento - e Salvini sa perfettamente di poter far pesare il 37% dei consensi a patto che tutti abbiano pari dignità. Ma se sulla pari dignità da rico- noscere a Forza Italia, gli altri alleati della coalizione non hanno dubbi, la strategia da presentare a Mattarella è tutt'altro che decisa, anzi, su quali siano le mosse da fare il centrodestra è ancora diviso. Salvini non ha nessuna intenzione di ricevere un incarico a formare un governo presentandosi alle Camere a cercare i voti mancanti rischiando di 'bruciarsi' nel caso in cui non si trovassero tutti quei parlamentari 'responsabili' pronti a sostenere un programma di centrodestra. Diversa è invece la proposta di Forza Italia così come di Giorgia Meloni. La leader di Fdi insiste sulla possibilità di trovare i voti mancanti nelle Aule rispetto a siglare un'intesa prima con un partito politico. Ma nonostante la differenza di strategie con Salvini, l'ex ministro della gioventù non crede possibile una spaccatura della coalizione: "Perchè Salvini che è arrivato primo con una coalizione deve andare a fare il secondo del Movimento Cinque stelle?Non credo gli convenga".


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