“Non sarete lasciati soli”


SISMA/ MATTARELLA E RENZI AI FUNERALI, MENTRE I MORTI SALGONO A 291



ASCOLI PICENO. La conta dei morti sale ancora nel giorno dei funerali solenni delle vittime del sisma. Il decesso di un uomo proveniente da Arquata e ricoverato a Perugia ha portato a 291 il numero delle vittime. Anche la terra non smette di tremare: dalla notte di mercoledì le scosse sono state quasi 1.500. La fase di prima emergenza è ancora in atto, il Dipartimento di Protezione civile ha appena emanato la prima ordinanza sugli interventi urgenti (dai contributi alla sospensione dei mutui), e già si parla di ricostruzione, ci si chiede se per i crolli di alcuni edifici ci siano responsabilità,e due inchieste, a Rieti e ad Ascoli, dovranno accertarlo. Ma, prima di tutto questo, la popolazione di Amatrice, Arquata, Accumoli e degli altri borghi ha bisogno di percepire che un sostegno c’è ed è anche per questo, oltre che per condividere un momento di lutto nazionale, che le massime autorità dello Stato si sono ritrovate nella palestra di Monticelli, ad Ascoli dove sono state celebrate le esequie di 35 persone che sotto le macerie hanno perso la vita. interno, centinaia all’esterno per seguire il rito dai maxi-schermi. Le bare coperte di fiori sono allineate davanti all’altare. In sala si percepisce una disperazione che però rimane composta, ferma. Mancano pochi minuti alle 11.30 quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, entra nella palestra trasformata in chiesa e la folla si scioglie in un applauso. Prima di raggiungere Ascoli, il capo dello Stato, si era recato in elicottero ad Amatrice, per visitare una parte del paese crollato, il centro operativo dei soccorsi, la tendopoli. Più tardi è tra gli sfollati di Accumoli: “Non vi lasceremo soli”, sono le sue parole. Il presidente si sposta poi ad Ascoli, per i funerali. Tanti i rappresentanti dello Stato: dal premier Matteo Renzi accompagnato dalla moglie, che è apparsa molto commossa, ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vicenti. C’è anche Fabrizio Curcio, il capo della Protezione civile, che sta coordinando i soccorsi. A celebrare l’omelia è il vescovo, Giovanni D’Ercole, che in questi giorni è stato sempre in prima linea. “E adesso, Signore, che si fa?”, è la domanda che fa sua nell’omelia. “Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza - è la risposta - ma non perdete coraggio”, “questo è il momento della speranza”, è l’appello che “come un padre” rivolge alla sua gente. Durante l’omelia, il suo ricordo va a Giorgia e Giulia, la prima sopravvissuta, l’altra, morta, che col suo corpo ha protetto la sorellina: “Morte e vita abbracciate - ha detto il vescovo - ma per me ha vinto la vita. Anzi, dalla morte è rinata la vita”. Poco dopo, i 35 nomi delle vittime sono scanditi uno a uno. Dopo la messa D’Ercole si leva la mitra, abbraccia e consola tante persone. Anche Mattarella lascia il suo posto e va tra la folla, per più di mezzora resta a parlare, si china su persone ferite, su chi come lui ha i capelli bianchi, si trattiene a lungo con un ragazzo che piange disperato. Poco lontano Renzi è circondato da sindaci con fascia tricolore, risponde alle loro domande, che poi sono una sola: non essere abbandonati. “Ci siamo e ci saremo sempre, ma diteci anche cosa fare, non possiamo fare tutto da Roma”, risponde il premier. Una giovane familiare di alcune delle vittime del terremoto lo incalza: “Io vi aiuterò”, dice Renzi, prendendo un impegno per quella difficile fase della ricostruzione che si aprirà a breve. L’ultima tappa della giornata la sigla Mattarella, con la sua visita all’ospedale di Ascoli, tra i feriti ricoverati. Tra loro c’è anche la piccola Giorgia, il cui nome era risuonato poco prima alla messa con quello della sorellina: per lei, che proprio ieri compiva 4 anni, il presidente ha un regalo, una bambola.


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