Non siamo più gli stessi



RUSSIA 2018/BUFFON: “CI PORTIAMO ANCORA LE SCORIE DELLA SPAGNA”

TORINO. Gian Piero Ventura non boccia senza appello l’Italia dopo il pareggio di Torino contro la Macedonia. “Abbiamo perso un filo conduttore che c’era stato nel primo tempo - dice il ct azzurro -, nei primi 45 minuti abbiamo avuto due palle gol senza subire un tiro. Nella ripresa è scesa la condizione, abbiamo perso lucidità. Era impensabile portare a casa il risultato senza offendere e ci sta che al primo tiro prendi gol”. L’Italia però sembra aver perso fiducia e determinazione dopo la sonora sconfitta d’inizio settembre a Madrid, persa con la Spagna. “Ma bisogna anche vedere i presupposti delle partite - dice Ventura -. Vedremo in Albania, intanto possiamo dire di essere ufficialmente secondi. Se andremo agli spareggi li giocheremo, sperando che 4-5 giocatori ci siano e che giochino più nelle loro squadre di club. Ci sono troppi giocatori che non giocano nelle loro squadre di club e hanno cominciato a calare a livello di condizione con il passare dei minuti. D’altronde, il nostro campionato è questo...”. Sui fischi il tecnico della Nazionale dice che “l’Italia non dovrebbe essere mai fischiata, rappresenta tutti noi, anche se il secondo tempo non è stato buono. È evidente che non può esserci soddisfazione dopo una gara pareggiata in casa, ma nel calcio non ho mai visto nessuno che vince sempre. Nel momento in cui non c’è positività il pubblico deve aiutare la squadra a reagire. Ma lo scenario cambierà. I commenti negativi per le nostre prestazioni? Mi danno fastidio, ma non posso farci niente”. Non tanto, e non solo, gli assenti, ma anche chi ha giocato ma con pochi minuti nelle gambe, come Gagliardini “che nella sua squadra non gioca una partita da un mese”. Il ct Ventura non giustifica la brutta prova, ma qualche attenuante la accampa. “I fischi ce li siamo meritati per il secondo tempo - dice - anche se non sono mai una cosa bella per la Nazionale. Il primo tempo era stato nella norma, nn avevamo concesso nulla alla Macedonia, creando noi due pallegol. Di sicuro - aggiunge - è il momento più negativo da quando sono alla guida dell’Ita- lia, ma il mio compito è di ribaltare questa situazione. Andremo a prenderci il punto che ci serve in Albania”. Sfiducia dopo Madrid? “I giocatori non me ne hanno parlato,- risponde il ct azzurro - se è così, affronteremo il discorso. E dopo i playoff, lo annuncio stasera, faremo una tavola rotonda sulla condizione fisica. Comunque - aggiunge il ct azzurro- ricordo che la Macedonia non sarà la Spagna o la Germania ma è squadra ostica che nel 2017 ha perso una sola partita”. Zappacosta spiega: “Eravamo partiti abbastanza bene, disputando un buon primo tempo, poi abbiamo abbassato la guardia lasciando spazio alla Macedonia. Spiace per i fischi, ma la nostra prova non è stata sufficiente. Dobbiamo capire gli errori fatti per migliorare e vincere le prossime partite. Il calo ci può stare come i fischi, le sconfitte fanno parte del nostro lavoro ma il ko non ci deve abbattere così come le vittorie non ci devono esaltare”. Dura la disamina della serata da parte di Gigi Buffon. “Abbiamo pensato di essere a un livello più alto di quel che in realtà siamo - dice il portiere azzurro -. Ora dobbiamo tirarci fuori da questa situazione, con orgoglio. La sconfitta con la Spagna ha minato le nostre certezze. Questa di oggi non è stata una prestazione entusiasmante. In questo momento preoccupa il fatto che se il primo anno lo abbiamo fatto in ascesa, in maniera convincente e con entusiasmo, ora la sconfitta con la Spagna ha minato le nostre certezze, e le sicurezze: probabilmente pensavamo di essere a un livello superiore rispetto a ciò che siamo”. “Ci stiamo portando ancora dietro le scorie di quella partita - aggiunge Buffon -. Anche se oggi avessimo vinto per 1-0 non sarebbe cambiato nulla in quanto a prestazione e fluidità di gioco. Il pareggio ha solo acuito una situazione dalla quale dobbiamo venire fuori in fretta e con orgoglio e determinazione. La sconfitta del Bernabeu ci sta condizionando tanto, ha minato le nostre sicurezze. Ora bisogna ricominciare dal divertimento, dal divertirci sapendo che è l’unico modo per poterci esprimere al meglio scacciando la paura, per essere più sciolti quando si gioca. Se ci leviamo questo ed entriamo nel vortice della negatività faremo solo peggio. c’è bisogno di una svol- ta psicologica da parte nostra. Qui stiamo parlando di un Mondiale, una cosa estremamente importante: il calcio è il fiore all’occhiello della nostra nazione”. Secondo Andrea Barzagli non c’è alternativa? “Se andremo al Mondiale? Questo è il nostro obiettivo. Siamo l’Italia e dobbia- mo andarci per forza. Dispiace perché quando metti la maglia della nazionale e giochi in Italia c’è spinta dei tifosi e dei bambini - dice ancora il difensore - che vengono allo stadio. Oggi ci son stati dei fischi per il risultato. C’è da non stargli dietro ma ognuno può esprimere quello che vuole. Abbiamo fatto bene, a tratti potevamo fare meglio. Ma dispiace per i fischi”. Anche Giorgio Chiellini è deluso “perché - spiega - era una gara da vincere anche solo 1-0. Era importante fare tre punti per lavorare con fiducia. Lavoriamo, c’è poco altro da dire. I fischi ci stanno, mi sarei dato uno schiaffo anche io. Ora dobbiamo gua- dagnarci gli applausi”. Per Rugani non c’è il rischio che manchi la serenità: “La squadra è tranquilla, sappiamo che possiamo fare di più e dobbiamo farlo dalla prossima. La trasferta in Albania? Sappiamo delle difficoltà in trasferta in certi campi, andiamo a Scutari consci di quello che troveremo”. Parolo: “Nel primo tempo non avevamo concesso molto alla Macedonia, ma loro sono stati bravi a pareggiare. Demerito nostro, i fischi ci stanno ma bisogna farsi trovare pronti lunedì, sarà una partita importante. Dobbiamo fare meglio, ma sappiamo che l’Italia quando si trova in difficoltà trova risorse insperate”.


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