Non solo questione di soldi

SALVA ROMA/CONTINUA IL DUELLO, ZINGARETTI: “LITIGANO MA NON DECIDONO”



ROMA. Non è solo una questione di soldi. A Roma Capitale servono poteri speciali in materia di sicurezza, trasporti e rifiuti ed è su quelli che si deve lavorare "con un piano d'azione per rendere l'amministrazione più efficiente e funzionale. I romani non hanno bisogno di regali". Così la Lega dribbla l'ormai spinosa questione del salva Roma andando oltre e riprendendo un tema a lungo dibattuto ma mai realizzato per al città ovvero le deleghe speciali per lo status di capitale. Ma Virginia Raggi prosegue sulla strada della norma per azzerare il debito di Roma e rimprovera a Salvini "di avere perso un'occasione per fare qualcosa di buono per gli italiani con il Salva Italia: avrebbe cancellato 2 miliardi e mezzo di debiti a carico di tutti gli italiani". Ora spera nel Parlamento il quale, si dice "certa, riuscirà ad intervenire e a correggere tutto questo". Il riferimento è allo strappo nel consiglio dei ministri di martedì con lo stralcio, su input di Matteo Salvini, delle parti del Salva Roma che confermano la parte a carico dello Stato del debito della Capitale, non più però attraverso la gestione commissariale, ma istituendo un fondo ad hoc presso il ministero dell'Economia. Ed è proprio il Mef che spiega: "Entro il prossimo triennio, e prima della propria cessazione, la gestione commissariale dovrà verificare la situazione del debito pregresso del Comune di Roma. Non ci sarà l'accollo da parte dello Stato del prestito obbligazionario di 1,4 miliardi di euro, contratto nel 2003. Ma lo Stato continuerà a erogare i 300 milioni all'anno previsti per l'estinzione del debito di Roma". Dunque nessuna pace fatta tra il vice-premier e la sindaca Virginia Raggi, alla quale nelle ultime settimane non ha risparmiato attacchi quotidiani sulla gestione di Roma, ma la ricerca di un delicato equilibrio sul quale il leader del Carroccio precisa: "La Lega è soddisfatta, i debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco". Per poi aggiungere, nel caso le sue parole suonassero come un attacco ai romani: "Non c'è nessun polemica con cittadini di Roma che hanno il mio sostegno e rispetto perché meritano una città più pulita, ordinata e efficiente". Ancora dunque una stoccata alla sindaca difesa dalla compagine M5S in Campidoglio, "stiamo risanando debiti di chi ci ha preceduto, da destra a sinistra", dice il capogruppo Giuliano Pacetti. Il duello ormai permanente è stigmatizzato persino dal leader M5S Luigi Di Maio che ammette: "Mi ha stancato questa lite permanente tra un membro del governo e il sindaco di Roma. Si chiariscano se ne hanno bisogno, io penso a lavorare". Critico su quanto avvenuto nel Cdm anche il segretario Pd Nicola Zingaretti che su twitter attacca il governo: "Alzi la mano chi ha capito qualcosa sul decreto Salva Roma. Non si capisce nulla perchè non hanno deciso nulla. Questo governo continua a litigare e a non decidere. Lo fanno solo perchè sono attaccati alle poltrone. E intanto l'Italia (e Roma) affondano".

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