Notturno di Rosi agli Oscar

RAPPRESENTERÀ L’ITALIA. IL REGISTA: “I DOCUMENTARI NON SONO PIÙ TABÙ”



di Alessandra Magliaro

ROMA. La corsa è tutta in salita, la prima tappa sarà entrare nella short list di 10 titoli che sarà annunciata il 9 febbraio, ma intanto si parte: Notturno di Gianfranco Rosi (nella foto), è il film che l’Italia propone agli Oscar per la selezione per il miglior film straniero. La scelta della commissione, istituita dall’Anica lo scorso luglio su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences e che si è riunita ieri - composta da Nicola Borrelli, Simone Gattoni, Paolo Genovese, Carlo Poggioli, Cristina Priarone, Gloria Satta, Baba Richerme - è stata tra 25 titoli iscritti dai produttori e per quanto probabile non era scontata la designazione di Notturno che aveva in Pinocchio di Matteo Garrone, La vita davanti a sè di Edoardo Ponti (con protagonista Sophia Loren che potrebbe ottenere la nomination come migliore attrice) alcuni rivali importanti. Dopo il debutto alla Mostra del cinema di Venezia (finito a mani vuote, non senza polemiche), Notturno di Rosi è conteso dai festival di tutto il mondo ed ha avuto critiche eccellenti anche negli Stati Uniti, dunque le credenziali per una fortuna presso l’Academy ci sono tutte. “Ho imparato a non aspettarmi niente, ma a sperare si”, dice all’Ansa Rosi che è convinto che “aiuterà l’esperienza fatta con Fuocammare e l’endorsement di stampa come Indiewire e Variety”. Il film - una produzione 21Uno Film - Stemal Entertainment con Rai Cinema - realizzato durante tre anni di viaggio in Medio Oriente, è uno sguardo umanissimo sulla quotidianità di chi vive lungo il confine, quello delle zone di guerra ma soprattutto quello che separa la vita dall’inferno, persone che tentano di sopravvivere, ricucire le loro esistenze, mentre la guerra è lì dietro, una presenza opprimente che impedisce di guardare al futuro. La guerra non appare direttamente: la sentiamo nei canti luttuosi delle madri, nei balbettii di bambini feriti per sempre che disegnano il loro tragico vissuto, nel bracconiere che si muove fra i canneti e i pozzi di petrolio, l’angoscia di una madre yazida per la figlia prigioniera. Alì, adolescente, che fatica per portare il pane ai suoi fratelli. Gli Oscar 2021 saranno all’inizio della nuova presidenza americana di Joe Biden, questo cambierà qualcosa? “Si ne sono convinto, ci sarà più attenzione, rispetto all’epoca Trump, a quello che accade oltre gli Usa”, risponde Rosi che ha dedicato la notizia di ieri a Valentina Pedicini, la regista di Faith scomparsa la scorsa settimana prematuramente. Per antichi clichè il film che concorre all’Oscar straniero è un’opera fortemente legata alla nazione che lo presenta, per storia, stile, colori, Notturno ha un respiro internazionale, potrebbe essere un ostacolo nella corsa? “C’è il mio sguardo che è quello del cinema verità che ha fatto la storia del cinema italiano. Per me il cinema deve essere universale, deve essere proprio quello il suo obiettivo. E poi è una conseguenza di Fuocammare, da Lampedusa abbiamo attraversato il mare per approdare lì di fronte avvicinandoci al cuore della tragedia”. Notturno avrà un duplice percorso: la designazione per l’Italia all’Oscar straniero e la selezione all’Oscar per il miglior documentario. “Cinque Paesi hanno scelto un documentario come opera proposta per la selezione della nomination all’Oscar per il miglior film straniero e questa è una cosa fondamentale: il documentario non è più un tabù e questo mi rende davvero felice”, prosegue Rosi. L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto per il 15 marzo 2021 mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 25 aprile 2021.

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