Nove mesi in rosso, aspettando l’accordo su Aspi

Atlantia/La holding archivia il periodo gennaio-settembre con una perdita di 718mln


di Alfonso Abagnale ROMA. Atlantia chiude i primi nove mesi dell'anno in rosso, ma considera "ragionevolmente probabile" un accordo col governo su Aspi e "ragionevolmente non probabile" la revoca della concessione autostradale. Nel frattempo alla luce della nuova bufera giudiziaria che ha travolto ex vertici e attuali manager di Autostrade per l'Italia, il gruppo Benetton sospende i pagamenti all'ex amministratore delegato, Giovanni Castellucci, prevedendo anche azioni legali e disciplinari verso dipendenti ed ex dipendenti in caso di comportamenti non conformi alle norme. Nello specifico provvedimenti disciplinari, sino alla risoluzione del rapporto di lavoro. Interruzione del pagamento delle spese legali, qualora i fatti accertati connotino un qualsiasi esercizio improprio delle funzioni assegnate. Esercizio delle clausole di claw-back, ove presenti. Richiesta di eventuali ulteriori danni, inclusi quelli reputazionali, spiega la società. La holding archivia il periodo gennaio-settembre con una perdita di 718 milioni di euro, rispetto ad un utile di 1,038 miliardi di euro dello stesso periodo dell'anno scorso. I ricavi operativi sono stati pari a 6,223 miliardi di euro, in diminuzione di 2,597 miliardi di euro o del 29% mentre il margine operativo lordo è sceso a 2,768 miliardi di euro. Sui risultati dei primi nove mesi di quest'anno pesa l'impatto dell'emergenza Covid e "recepiscono inoltre gli impegni assunti da Autostrade per l'Italia come da ultima proposta transattiva formulata al Governo, pari a 3,4 miliardi di euro, che includono i 700 milioni di euro incrementali recepiti a partire dalla Relazione finanziaria semestrale 2020 rispetto ai 2,7 miliardi di euro inclusi nella Relazione finanziaria annuale 2019", spiega Atlantia, specificando che, ad esempio, in Italia il traffico autostradale ha visto un calo del 26,6% mentre quello aeroportuale di Roma un crollo del 73,5%. Circa la bufera giudiziaria scoppiata in questi giorni sulle barriere fonoassorbenti delle autostrade, Atlantia esprime "profondo sconcerto e totale riprovazione" per i comportamenti e le affermazioni emerse nell'ordinanza di misure cautelari di alcuni dipendenti di Aspi e Spea e "preso atto che le barriere sono state verificate e messe in sicurezza con opportuni interventi tecnici tra la fine del 2019 e gennaio 2020, ritiene fondamentale che il gruppo continui a portare avanti con la massima incisività il processo di profondo cambiamento già avviato nel corso del 2019", sottolinea l'azienda, dopo il Cda di ieri che ha anche deliberato una specifica policy relativa ai dipendenti coinvolti in procedimenti penali. "La policy prevede che sia necessaria una valutazione dei fatti contestati per verificare la non esistenza di conflitti di interesse o violazioni rilevanti di norme, del Codice Etico o policy aziendali", spiega Atlantia, e nel caso di valutazione negativa dell'operato del dipendente o ex dipendente, saranno assunti i provvedimenti. E in ottica disciplinare il gruppo Benetton, circa l'accordo di "risoluzione consensuale" con Castellucci, ha deciso "di sospendere il pagamento di qualsiasi residuo importo previsto" e "si riserva ogni ulteriore azione" nei confronti del loro ex manager.