Npl dimezzati, ma il futuro non è roseo



ROMA. La montagna dei crediti deteriorati delle banche europee si è dimezzata. In cinque anni di vigilanza bancaria Bce il valore è sceso dai 1.000 miliardi del novembre 2014 ai 587 del marzo scorso. La Banca centrale europea adegua ora le proprie aspettative sugli accantonamenti prudenziali degli Npl, accogliendo le regole fissate dal Parlamento Ue sui crediti concessi alla data 26 aprile. Ma ammonisce sul futuro, che non sembra roseo per l'economia. "LaBce-scrivelavigilanzanellasuanota - malgrado i recenti progressi, ritiene indi- spensabile l'ulteriore riduzione del livello degli Npl, per risolvere il problema in tempi rapidi, finché le condizioni economiche sono ancora favorevoli". La Borsa registra favorevolmente la decisione della vigilanza europea e l'indice di settore europeo segna un progresso dello 0,7%. Meglio fanno le italiane da Banco Bpm (+2,2%) a Fineco (+1,4%), da Ubi e Unicredit (+1,3%) a Intesa (+1%). Giudizio positivo arriva anche dall'Abi, seconda la quale si pone fine a dubbi interpretativi. Soddisfatto anche il presidente della commissione problemi economici del Parlamento Europeo, Roberto Gualtieri, che come relatore aveva promosso le nuove norme e che ora parla di "successo del Parlamento Ue e dell'Italia". Il documento - spiega l'europarlamentare - ribadisce inoltre le decisioni dello scorso luglio sulla "natura non vincolante e banca-perbanca delle raccomandazioni sugli stock". Va detto con chiarezza. Il documento tecnico della vigilanza bancaria non cambia sui vecchi crediti, anche se per quelli a partire dal primo aprile del 2018 viene concesso qualche anno in più per adeguarsi ai criteri fissati: si sale dai 2-5 anni previsti ancora per i vecchi stock a seconda del livello di esposizione, ai 3-7 anni introdotti per questo periodo di transizione. Viene anche fatta tra- sparenza sul calendario per i non performing loans del vecchio stock. Sono suddivisi in tre categorie in base al livello di esposizione a questi crediti: quelli con un indice sotto il 5%, quelli tra il 5 e il 12,5% e quelli superiori al 12,5%. Una tabella incrocia poi questi tre gruppi con le tipologie dei prestiti, quelli 'insicuri' e quelli classificati come 'sicuri' grazie a garanzie immobiliari o di altro tipo. Il calendario di adeguamento varia in questo caso tra i due e i cinque anni. La vera novità è per i crediti deteriorati dallo scorso 26 aprile. Di fatto è un adeguamento al regolamento del Parlamento Ue fatta con la cosiddetta disciplina del 'primo pilastro' che impone una deduzione dai fondi proprio per le esposizioni deteriorate non sufficientemente coperte da accantonamenti o altre rettifiche che, anche se concessi in precedenza, diventano deteriorati. In questo caso la Bce concentrerà la propria attenzione su "rischi connessi".Aquesto si aggiunge la ridefinizione dei calendari per gli accantonamenti prudenziali. Che però - scrive nero su bianco la vigilanza della Bce - lascia "immutate" le aspettative "rispetto alle lettere inviate alle banche nell'ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale".