Npl ridotti di un quarto in sette mesi



LE BANCHE ITALIANE “RESPIRANO”. PATUELLI: “INIMMAGINABILE”. SLITTA IL VOTO AL SENATO SULLE MOZIONI

ROMA. Le banche italiane cominciano più chiaramente a respirare. Fino a qualche mese fa era addirittura "inimmaginabile", come ha detto ieri il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, eppure gli istituti di credito sono riusciti a dare una bella ripulita ai propri bilanci e a ripulirli da una buona parte della zavorra dei crediti deteriorati. A dar misura del progresso compiuto fin qui è stato ieri il numero uno dell'associazione bancaria secondo il quale negli ultimi sette mesi gli Npl (Non performing loans-, ovvero crediti deteriorati) sono diminuiti del 25%. Dato questo corroborato anche dai numeri usciti dal rapporto mensile dell'Abi. A luglio infatti le sofferenze nette (cioè quelle al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalla banche con proprie risorse) sono "fortemente scese", a 65,8 miliardi di euro, toccando il valore più basso da marzo 2013. L'Abi ricorda in particolare che le sofferenze sono calate sia rispetto ai 71,2 miliardi di giugno sia agli 86,8 miliardi di dicembre; e fa notare che rispetto al picco di sofferenze di novembre 2015 (88,8 miliardi) si è avuta una riduzione di 23 miliardi. Notizie favorevoli di una certa rinata dinamicità del sistema arrivano anche dal fronte dei finanziamenti: ad agosto infatti, per l'ottavo mese consecutivo, si è registrato un aumento oltre l'1% dei prestiti a famiglie e imprese. E di questi il settore che presenta la maggior dinamicità è quello dei mutui, favoriti anche da un costo del denaro ai minimi. Anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è apparso ieri più disteso riguardo al problema dei crediti de- teriorati delle banche. "Sulle nuove sofferenze - ha detto infatti il ministro - abbiamo invertito la rotta, ora dobbiamo ridurre lo stock in modo tangibile" ma senza essere "precipitosi". Ma Moody's avverte tuttavia che le sofferenze creditizie sono ancora un pro- blema soprattutto per il Vecchio Continente che ha un rapporto tra Npl e attivi intorno al 6% contro il 2% di NordAmerica e Asia. In Senato intanto il governo ha chiesto ieri in Aula più tempo per tentare di arrivare ad "una soluzione più unitaria possibile" sulle banche. I presentatori delle mozioni han- no accolto la richiesta se è per arrivare "a uno sforzo di sintesi" e se si arriverà comunque al voto "entro la prossima settimana". Le mozioni presentate affrontano sostanzialmente due grandi problemi: quello della responsabilità degli amministratori e quello della tutela dei risparmiatori.


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