Nuova strage in una scuola


SIRIA/CINQUE BAMBINI UCCISI A DARAA E ALMENO 35 PERSONE MORTE IN ALTRI RAID


BEIRUT. Almeno 40 persone hanno perso la vita in Siria ieri in violenze in corso nei vari teatri del conflitto: cinque minori, tra bambini e adolescenti, sono morti in un bombardamento di artiglieria su una scuola nel sud del Paese, in un’area controllata dalle forze governative, mentre almeno 16 civili sono morti in raid aerei su Aleppo est, parte della città controllata dagli insorti. La cronaca della giornata si era aperta con la notizia di un’autobomba esplosa a Manbij, nel nord del Paese, nella cittadina ex roccaforte dell’Isis tra Aleppo e l’Eufrate e ora controllata dalle forze curde sostenute dagli Stati Uniti. Nell’esplosione sono morte 11 persone e l’attentato è stato rivendicato in seguito dall’Isis, anche se non è possibile verificare in maniera indipendente l’autenticità della rivendicazione. Almeno cinque jihadisti sono invece morti a causa dell’esplosione di un ordigno artigianale posto sul ciglio della strada nel sud della Siria, nella zona al confine tra le regioni meridionali di Daraa e Suwayda, alla frontiera con la Giordania. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) non ha fornito al riguardo ulteriori dettagli. I cinque minori uccisi nella scuola si trovavano in classe nell’istituto scolastico di Daraa, città contesa tra governativi e insorti. L’Ondus e l’agenzia ufficiale siriana Sana attribuiscono il bombardamento con colpi di mortaio alle forze armate anti-regime, “terroristi” secondo la denominazione governativa di Damasco. Nell’attacco è morto anche un adulto e sono rimaste ferite circa 20 persone, tra cui altri minori. Raid aerei russi e governativi sono tornati invece a seminare la morte nei quartieri orientali di Aleppo, in particolare nel rione di Bustan al Rasha. Nella città contesa del nord si trovano secondo l’Onu circa 275mila civili, accanto a 15 mila miliziani di vari gruppi.Aleppo est è da settimane sotto assedio dalle forze lealiste, a cui partecipano anche Pasdaran iraniani, Hezbollah libanesi e altre varie milizie irachene filo-iraniane.Dopo esser stati sostenuti a lungo dalla Turchia e dai Paesi del Golfo, gli insorti della zona lamentano di esser stati abbandonati al loro destino sotto assedio e di non aver altra scelta che la resistenza “fino all”ultimo uomo”.


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