Nuovo richiamo del Papa: “Noi con i rifugiati”



CITTA' DEL VATICANO. Un nuovo appello ad accogliere i rifugiati e a considerarli come tutti noi è arrivato ieri dal Papa, alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite.

"I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti - ha detto papa Francesco all'Angelus - ci chiamano a rinnovare l'impegno per costruire la pace nella giustizia. Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace".

E nel corso del saluto ai pellegrini presenti a San Pietro, il Pontefice ha chiesto una preghiera speciale per il Concilio Panortodosso che si è aperto ieri a Creta. Una assise che aveva richiamato già ieri mattina in un tweet: "Uniamoci in preghiera - è stato l'invito di papa Bergoglio ai suoi follower su Twitter - ai nostri fratelli ortodossi per il Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa che si apre a Creta".

Il Concilio delle Chiese ortodosse, che si è aperto ieri nell'Isola greca con una solenne liturgia per la Pentecoste (che la Chiesa ortodossa ha celebrato ieri) è un evento storico, dal momento che non si verificava da 1200 anni e che era in preparazione da diversi decenni.

Oltre ai Patriarcati di Costantinopoli e Alessandria, partecipano anche quelli di Gerusalemme e Romania, e le chiese autocefale di Cipro, Grecia, Albania, Polonia e di Cechia e Slovacchia.

Quattro invece le Chiese assenti. Tra queste le assenze 'pesanti' della Chiesa ortodossa di Mosca, quella che conta numericamente più fedeli, e quella di Antiochia, punto di riferimento di molti cristia-ni ortodossi in Medio Oriente. Ma mancano all'appello anche la Georgia e la Bulgaria. Di certo è l'assenza di Mosca a pesare più di tutti: "Non è un rifiuto, né una rinuncia", hanno spiegato qualche giorno fa dal Patriarcato, aggiungendo che la loro non partecipazione era legata a motivi 'regolamentari', cioè l'assenza del- la base per la convocazione del Concilio, ovvero il consenso di tutti. "Il Santo Grande Concilio è la nostra sacra missione": così si è espresso invece il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. E alla possibilità di un rinnovato cammino unitario degli ortodossi guarda anche il Papa che ha posto l'ecumenismo delle chiese cristiane tra i punti centrali del suo pontificato. Prosegue intanto la missione in Ucraina del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che in questi giorni sta portando la vicinanza di Papa Francesco alle popolazioni piegate dalla guerra. Ieri l'incontro con i seminaristi della Chiesa di rito latino e con i greco-cattolici. A loro, ieri mattina, il card. Parolin ha ribadito: "Sono venuto ad incontrare quanti sono stati colpiti dalla violenza della guerra, per portare l'abbraccio del Papa e il sostegno concreto della carità della Chiesa".