Obama-Natanyahu, dopo il gelo il commiato



NEW YORK. Uno Sato di Israele stabile e sicuro è possibile solo se si darà una patria ai palestinesi. Barack Obama lo va dicendo da quando otto anni fa arrivò alla Casa Bianca. E non manca di ripeterlo nell’ultimo incontro con il premier Benyamin Netanyahu, sottolineando che “la sicurezza di Israele è fondamentale anche per la sicurezza degli Stati Uniti”.

Non a caso Washington ha rinnovato pochi giorni fa il pacchetto di aiuti militari al principale alleato in Medio Oriente, per un ammontare record di 38 miliardi di dollari in dieci anni. Un accordo raggiunto in extremis nonostante Barack e Bibi non si siano mai sopportati: sia per differenze caratteriali sia per differenze sul piano politico.

A Obama quello di non essere riuscito ad aggiungere alla sua eredità la pace tra israeliani e palestinesi non è mai andato giù. E nell’atteggiamento intransigente di Netanyahu vede il principale responsabile del fallimento.

Il gelo tra i due leader poi, si è acuito con lo storico accordo con l’Iran, fortemente voluto da Obama e altrettanto fortemente avversato dal premier palestimese. Col risultato che negli ultimi due anni i rapporti tra Stati Uniti e Israele hanno forse toccato il livello più basso di sempre. Ma l’ultimo incontro avvenuto a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, sancisce una sorta di pace tra i due. Il clima nella stanza del Lotte Palace di Manhattan è molto più rilassato rispetto alle tensioni degli ultimi faccia a faccia. Del resto Obama uscirà presto di scena e l’at- tenzione di Bibi è già concentrata su chi sarà il pros- simo presidente Usa.

“La tua voce autorevole resterà influente per molti decenni”, si spinge addirittura a dire il premier israeliano rivolto ad Obama. Lo chiama per nome, Barack, con una cordialità insolita.

Poi la promessa: “Non mollerò mai l’obiettivo della pace”. Obama annuisce. Sottolinea che il legame tra Stati Uniti e Israele è “indistruttibile”.

Poi però non rinuncia a dire ancora una volta la sua, criticando la politica degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi portata avanti dal governo Netanyahu. Una politica che per il presidente Usa è la principale responsabile del falli- mento, finora, di ogni tentativo di avviare e portare avanti negoziati di pace.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA