Obama “turista” a Milano



L’EX PRESIDENTE TRASCORRE LA PRIMA GIORNATA TRA CULTURA, ARTE E POLITICA

MILANO. Prima giornata a Milano per Barack Obama, che ha scelto la città del Duomo per il suo primo appuntamento all’estero dopo aver lasciato la Casa Bianca. Niente bagno di folla per lui, che si è spostato in città solo attraverso i suv blindati, ma una giornata dedicata all’arte, alla cultura e anche un po’ alla politica. L’ex presidente americano è atterrato con un volo privato all’aeroporto militare di Linate verso le 12:30. Poi si è diretto con un corteo composto da 14 auto all’hotel Park Hyatt, a due passi dalla Galleria Vittorio Emanuele II. Vestito con una mise sportiva, jeans e giubbotto di pelle, Obama ha riservato un cenno di saluto alla folla che lo attendeva fuori dall’albergo. Ma niente più: nessuna stretta di mano, nessun autografo (anche perché le persone erano tenute a distanza significativa dall’ingresso dell’albergo). L’ex presidente ha così evitato la folla e le telecamere, entrando da un ingresso secondario dell’hotel, e deludendo anche i fans arrivati in città per vederlo. Come due studentesse di Genova che gli avrebbero voluto regalare un bouquet di rose bianche e rosse, o come alcuni ragazzi che sulle transenne fuori dall’hotel avevano appeso uno striscione con la scritta ‘For my president’. Nella sua giornata da turista Barack Obama ha riservato la sua prima tappa milanese alla Pinacoteca Ambrosiana, la cui biblioteca custodisce il celeberrimo Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. Inoltre vi sono custoditi gioielli bibliografici di valore assoluto, come il volume “Opere di Virgilio” appartenuto a Petrarca (con le sue annotazioni autografe a margine). Fuori dalla Pinacoteca misure di sicurezza e persone in attesa per riuscire a scattare almeno una foto ad Obama, che terminata la visita è salito in piedi sul predellino dell’auto per salutare. Poi, sempre in auto, si è diretto in Duomo. Anche la moglie Michelle aveva voluto visitare il monumento simbolo di Milano in occasione della sua visita a Expo nel 2015. Obama si è trattenuto una quarantina di minuti, accompagnato dall’arciprete del Duomo, monsignor Gianantonio Borgonovo. Ha visitato l’altare maggiore, il retrocoro, ed è sceso nella cripta iemale. Chi era con lui ha raccontato che ne è rimasto particolarmente colpito. Infine è salito in ascensore sulle terrazze dove ha ammirato la città dall’alto. Prima che facesse rientro in albergo monsignor Borgonovo gli ha regalato un orologio a cucù in legno bianco, a forma di Duomo, oltre a un libro sulla liturgia ambrosiana. Rientrato in hotel ha avuto un incontro di circa due ore con il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi. Poi insieme sulla stessa auto, si sono diretti all’Ispi, l’Istituto Superiore di Politica Internazionale, per una cena con ospiti selezionati. Una ventina in tutto, non di più. Tra gli altri sono stati visti entrare a Palazzo Clerici Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Luisa Todini, Emma Marcegaglia, Mario Monti, Marco Tronchetti Provera e John Elkann. Oggi Barack Obama dovrebbe visitare in mattinata il Cenacolo di Leonardo Da Vinci, per poi trasferirsi alla Fiera di Rho, dove è ospite d’onore per la terza edizione di Seeds&Chips - The Global Food Innovation Summit, il vertice internazionale sulla food innovation. Per l’occasione sarà suo il key-note speech. Sempre in fiera Obama riceverà le chiavi della città dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala.