Odia l’America e i gay



NEW YORK. Il nome di Ahmad Rahami, l’uomo arrestato per le bombe a New York e in New Jersey, non era del tutto sconosciuto all’Fbi. Due anni fa Mohammed Rahami, il padre del ragazzo, lo aveva infatti denunciato come “terrorista”, innescando un’indagine preliminare da parte degli agenti federali per poi tornare sui suoi passi e ritrattare tutto.Mentre continuano a emergere dettagli sul passato di Ahmad, conosciuto con il soprannome di “Mad” e descritto come una persona che “odiava i gay e l’America”, le indagini proseguono: Rahami non sta per ora collaborando con le autorità e ancora non gli sarebbero stati letti i suoi diritti.

Gli investigatori continuano a raccogliere informazioni per capire se il movente sia riconducibile alla sua radicalizzazione. I suoi viaggi inAfghanistan e in Pakistan, dove ancora si trova parte della sua numerosa famiglia, destano sospetti, così come alcuni dei bigliettini rinvenuti dopo il suo arresto. Bigliettini che mostrano, secondo gli investigatori, un presunto interesse nelle ideologie estremiste: ci sono infatti riferimenti agli attentati di Boston, ma anche all’imam americano-yemenita Anwar al-Awlaki, ucciso da un drone Usa in Yemen il 30 settembre del 2011.

Destano dubbi anche le dichiarazione della mamma della figlia di Rahami, Maria. La ragazza 26enne, in un’intervista a FoxNews, lo dipinge come una persona che odiava i gay e l’America. Senza entrare nel dettaglio della loro relazione, Maria ricorda di aver incontrato Ahmad Rahami al liceo, dove era conosciuto come il “clown della classe”. Da allora però era cambiato: nei suoi viaggi in Pakistan e Afghanistan “gli hanno fatto il lavaggio del cervello”, dice Maria. Da uno di questi viaggi è tornato anche con una moglie e un figlio. E proprio il ruolo della moglie di Rahami è ora all’esame: dal Pakistan Ahmad aveva chiesto il visto per la donna, che avrebbe lasciato gli Stati Uniti pochi giorni prima delle bombe in New Jersey e New York. La donna, secondo quanto riporta la

Cnn, si trova negli Emirati Arabi Uniti e sta collaborando con le autorità.

L’attenzione è alta soprattutto sulla famiglia di Ahmad: l’uomo lavorava al “FirstAmerican Fried Chicken”, il ristorante di famiglia aperto da suo padre a Elizabeth dieci anni fa. Rapporti tesi, come dimostra la denuncia presentata dal padre del ragazzo alla polizia del New Jersey nel 2014.

Mohammed Rahami definì il figlio “un terrorista” dopo che Ahmad accoltellò uno dei fratelli. “Ha accoltellato mio figlio. Ha colpito mia moglie e l’ho messo in carcere”, dice Mohammed Rahami. Dopo la denuncia, infatti, il ragazzo fu spedito in prigione. La polizia del New Jersey passò

l’informazione alla Joint Terrorism Task Force guidata dall’Fbi, che avviò un’indagine preliminare ma senza esito: quando fu richiamato per essere ascoltato, il padre tornò sui suoi passi e ritrattò.

Mohammed Rahami, secondo il vicino Jonathan Wagner, era un “mujahidin in Afghanistan”. L’ex veterano Wagner, con il quotidiano Haaretz, ha raccontato che il padre di Rahami ripeteva spesso che i talebani stavano rovinando l’Afghanistan.


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