Offerte da 6 fondi d’investimento

DIRITTI TV/LE PROPOSTE SONO ARRIVATE ATTRAVERSO L’ADVISOR DELLA LEGA, LAZARD



ROMA. Il futuro della gestione dei diritti tv passa per la prossima assemblea della Lega Serie A di giovedì. Sono sei i fondi di investimento che hanno proposto ai club del massimo campionato, attraverso l'advisor Lazard, offerte vincolanti per la media company che commercializzerà i diritti tv. A quanto si apprende, l'offerta di Bain, Cvc e Advent riguarda una partnership attraverso l'acquisto di quote di minoranza, mentre Apollo, Fortress e Blackstone, tramite il suo braccio di investimento GSO, hanno elaborato proposte di finanziamento. Diversamente da quanto richiesto dalla Lega, si sono invece rivolti direttamente ai club proponendo una partnership industriale nella realizzazione del canale della Lega, i gruppi Wanda (con un minimo garantito di 1.5 miliardi di euro a stagione) e Mediapro, offerte che a quanto risulta, non sono vincolanti. Se ne discuterà giovedì, in un'assemblea che rischia di spaccarsi sulla proposta di Aurelio De Laurentiis di creare una media-company in cui sarebbe la stessa Lega produttrice e proprietaria del prodotto calcio. Dopo il summit di lunedì scorso, oggi al St. Regis di Roma è andato in scena il pranzo bis (9 club presenti, 5 collegati in remoto per un totale di 14 partecipanti su 20 club di A) e per avvalorare l'idea di ricavi più alti con un canale di Lega indipendente, il patron del Napoli ha invitato due funzionari della Nielsen, secondo i quali ci sono circa 150 milioni di soggetti interessati ad acquistare partite del campionato di Serie A, per un giro d'affari di circa 3 miliardi di euro. Secondo l'idea di De Laurentiis, la Lega produrrebbe partite in autonomia con tanto di pre e post gara, per poi venderle ai distributori. C'è anche un tariffario di partenza: 36 euro al mese per tutte le partite, 10 euro a singola partita. Al distributore andrebbe il 10% dell'incasso totale. Un'idea su cui spinge forte anche il patron della Lazio Claudio Lotito e che invece vede molto più cauto il numero uno della Lega Paolo Dal Pino. All'ordine del giorno dell'assemblea di giovedì, anche la nomina di un nuovo consigliere federale dopo le dimissioni di Stefano Campoccia. Intanto però in vista della prossima stagione il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha lanciato l'allarme dicendosi "molto preoccupato": "Le squadre dovranno cominciare tra non molto i raduni e siamo in grandissimo ritardo nella conoscenza delle nuove procedure da seguire. Non sappiamo questo stato d'emergenza per quanto tempo ancora sarà prorogato", ha spiegato il capo del calcio italiano. Che avverte sul protocollo sanitario per il calcio: "È inapplicabile d'ora in avanti, immaginare di continuare ad applicarlo fino alla fine della prossima stagione sportiva, con tamponi ogni 4 giorni, è impossibile. Sarebbe una violenza fisica verso i giocatori - ha concluso Gravina - Bisogna trovare delle altre soluzioni".