Ok all’inchiesta bicamerale


BANCHE/PARTE DOMANI IL CICLO DI AUDIZIONI CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA PADOAN


ROMA. Una corsia preferenziale ma tempi che non saranno comunque rapidissimi. Il primo ok all'istituzione di una commissione d'inchiesta sulle banche dovrà infatti arrivare entro il 10 febbraio, secondo i tempi scanditi dalla scelta di dare la 'procedura d'urgenza’ ai ddl all'esame della commissione Finanze del Senato. Anche se per avere certezza sui tempi bisognerà aspettare il coordinamento tra Camera e Senato, visto che in contemporanea anche Montecitorio ha approvato ieri la richiesta di istituire al più presto una bicamerale. I senatori, intanto, avranno all'incir- ca 10 giorni per valutare il testo unico che dovrebbe raccogliere tutte e 13 i ddl depositati finora, visto che fino a fine gennaio saranno impegnati nell'esame del decreto 'salva-risparmio’. L'avvio ufficiale dei lavori in commissione è slittato a giovedì, quando saranno indicati i relatori e quando partirà anche il ciclo di audizioni con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. In questa occasione il titolare di via XX Settembre, dopo il confronto al Tesoro con i vertici di Mps, potrebbe annunciare la firma del decreto per la concessione della garanzia sulla liquidità, che consentirà appunto a Siena di i primi bond già all'indomani del cda convocato il 19 gennaio. Poi ci sarà da mettere a punto il piano che andrà sottoposto a Ue e Bce. E mentre Elke Koenig, presidente del meccanismo di risoluzione europeo delle banche, fa sapere che l'Srb sta seguendo le vicende italiane e non ha preoccupazioni per la ricapitalizzazione preventiva dell'istituto senese, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble dopo aver parlato con il suo omologo italiano ha sottolineato che "Padoan ha assicurato che l'Italia rispetterà le regole". Il titolare di via XX settembre in Parlamento potrebbe anche rispondere ad alcuni dei dubbi sul testo sollevati dai tecnici del Senato, a partire proprio da quelli sulla compatibilità con le norme europee del burden sharing del meccanismo previsto per i risparmiatori retail. Sul punto, il consueto dossier chiede anche di chiarire se il riacquisto delle azioni non rappresenti "un premio" per i risparmiatori. I tecnici hanno chiesto anche maggiori dettagli sia sullo stato di salute degli istituti di credito sia sulla potenziale platea degli interessati dagli interventi pubblici, garanzia e ricapitalizzazione preventiva. Quanto alla capienza del fondo da 20 miliardi il ministro ha ribadito anche da Berlino che le risorse "sono sufficienti" ad affrontare i problemi di "alcuni casi specifici". Problemi che ora il Parlamento potrebbe riuscire a scandagliare appunto attraverso la commissione d'inchiesta. Si tratterà di una bicamerale che avrà il mandato di approfondire tutte le magagne del sistema e non solo quelle di Mps, come chiedeva invece in origine il Movimento 5 Stelle, che aveva sollecitato la procedura d'urgenza per il suo ddl. E mentre i consumatori già parlano di "specchietto per le allodole", a indicare che la commissione d'inchiesta "non vedrà la fine in questa legislatura che è alla fine, ma sarà una traccia per la prossima" è anche il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia (Pd). Il Parlamento, però, potrebbe muoversi intanto sul fronte della trasparenza, facilitando la pubblicazione delle 'black list' dei debitori insolventi. "Il Garante per la privacy - ha spiegato di nuovo il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta - ha già ricordato che per le società non ci sono problemi. Per gli altri debitori potrebbe servire un intervento legislativo sul segreto bancario ma in ogni caso dovrà essere limitato, circoscritto a situazioni specifiche di crisi nelle quali c'è anche un ruolo dello Stato. Insomma non una deroga generalizzata".