Ok alla manovra “snella”


ECONOMIA/NIENTE NUOVE TASSE, LA LEGGE “NON PESERÀ SULLE TASCHE DEGLI ITALIANI”


ROMA. Niente nuove "tasse, gabelle, accise". Il giorno del varo della manovra il governo conferma la direzione di marcia e indica nella lotta alla disoccupazione giovanile e, più in generale, nel sostegno alle fasce più debole della popolazione gli obiettivi principali di un'operazione che vale poco più di 20 miliardi. Il pre-mier Paolo Gentiloni scende in conferenza stampa a palazzo Chigi insieme al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e spiega di aver voluto una legge di bilancio "snella", che non pesi sulle tasche degli italiani ("non sarà di lacrime e sangue", dice) rivolgendo, anche in ragione di questo sforzo, un appello alla respon- sabilità del Parlamento per un iter senza incidenti. Resta certo difficile il rapporto con Articolo 1- Mdp, le cui richieste su sa- nità e pensioni non sono state accontentate. Che quindi non sia scontato il voto degli ex Pd, il presi- dente del Consiglio ne è consapevole: "L'auspicio è che Mdp voti la manovra; dal punto di vista della realtà vedremo. Per avere un sostegno di maggioranza - osserva - bisogna essere in due". Entrambe le parti sot- tolineano tra l'altro come la partita che si gioca sui contri pubblici sia intrecciata con quella della legge elettorale, su cui il governo ha chiesto la scorsa settimana la fiducia e che rappresenta, commenta il leader di Mdp Roberto Speranza, "un punto di non ritor- no". Qualche margine di trattativa però esiste ancora: durante l'esame in Senato e alla Camera potrebbe esserci spazio, con una dote per le modifiche che oscilla tra i 300 e i 450 milioni complessivamente, per qualche intervento sia sul fronte della sanità (con una rimodulazione dei superticket) sia su quello di un ulteriore rafforzamento del reddito di inclusione: "Vedre- mo in Parlamento - dice infatti il presidente della commissione Bilancio di Mon- tecitorio Francesco Boccia - cosa si po- trà fare sul welfare".

Ma proprio l'assenza di un intervento sulle pensioni, e in particolare sull'innalzamento dell'età pensionabile, lascia insoddisfatti i sindacati, che insistono nel chiedere risposte e che però avendo in- cassato il rinnovo dei contratti del pub- blico impiego decidono di non alzare, almeno non da subito, barricate: "Quando ci sono corrette relazioni sindacali - commenta ad esempio la Fp Cgil, la categoria che rappresenta gli statali - si raggiungono buoni risultati per tutti".

Per il governo, che tra l'altro in occasione del Cdm ha autorizzato l'esercizio del Golden power su Tim, il binomio vincente è quello giovani-lavoro ed è intorno a questa coppia che gira la misura simbo- lo dell'ultima legge di bilancio della Le- gislatura e che punta quindi sugli sgravi per gli under 35 (con un decalage dopo il primo anno) attraverso la decontribuzio- ne al 50% per i primi tre anni, che sale al 100% al Sud.

Insomma, le risorse, che per il 40% arrivano dai tagli e per il 60% da "efficientamento delle entrate", saranno anche limitate, riconosce il ministro dell'Economia Padoan, ma questa è una "manovra di svolta" perché i fondi sono "ben indirizzati" e rafforzeranno la crescita: "Il defi- cit scende, l'indebitamento scende e pre- vediamo - è la scommessa del ministro -

che continui a scendere e continuerà a scendere". Ma nell'ultima manovra della Legislatura c'è spazio per un po' di tutto: dal finanziamento per la lettura al capitolo industria 4.0 ("10 miliardi di finanziamenti a sostegno delle imprese", fa sape- re il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda), dalle detrazioni per il 'verde' su terrazzi e giardini all'assunzione di 1.500 ricercatori passando per la conferma di sisma bonus e ecobonus.

Un mix di interventi che prenderà una forma definitiva nelle prossime ore e che, secondo il timing ufficiale, dovrebbe sbarcare in Parlamento entro venerdì prossimo e sui cui però, maggioranza a parte, si appuntano le critiche di centrodestra M5S e sinistra. Secondo i pentastellati la manovra sembra "scritta da una di quelle banche d'affari che vogliono fare a pezzi la nostra Costituzione", mentre Forza Italia punta i riflettori su ciò che non c'è, vale a dire le privatizzazioni che secondo il ministro dell'Economia "sono però un capitolo non chiuso".