Omaggio a Debbie e Carrie


CINEMA/LA REYNOLDS E LA FIGLIA UNITE NELLA MORTE A DISTANZA DI 24 ORE


NEW YORK. Una vera love story, la storia d’amore che forse nè l’una né l’altra avevano mai così intensamente vissuto con gli uomini transitati nelle loro vite. Madre e figlia riunite anche nella morte. Debbie Reynolds, la star di “Singin’ in the Rain”, ha raggiunto nello spazio di 24 ore la figlia Carrie Fisher, indimenticabile Principessa Leila di Guerre Stellari: “Voglio stare con Carrie”, aveva detto l’84enne attrice diventata famosa appena diciannovenne ballando e cantando assieme a Gene Kelly, ed è spirata. Un dramma consumato nell’arco di 24 ore. Mentre con il figlio Todd e la nipote Billie Lourd stavano organizzando le esequie di Carrie, un grave malore, probabilmente un ictus, ha colpito la diva protagonista sei decenni fa di un turbolento matrimonio con il cantante Eddie Fisher che la lasciò con due figli bambini (Carrie e Todd) per gli occhi viola di Liz Taylor. E ora c’è chi parla di un funerale per due, o di una tomba per due, ma c’è anche chi si chiede se davvero sia giusto. Le due donne hanno brillato indipendentemente, star di prima grandezza nell’universo di Hollywood, non meritano dunque di essere ricordate singolarmente? Per un capriccio del destino, anche Carrie era diventata famosa a 19 anni per la parte dell’indomita principessa guerriera nel primo Star Wars, “A New Hope”: “Prima la chiamavano la figlia di Debbie Reynolds, ora sono io la madre di Leila”, aveva detto Debbie dopo l’uscita del film nel 1977. Ora, a raccontare questa love story, c’è un documentario, Bright Lights” girato l’anno scorso e atteso nel 2017 sul piccolo schermo di HBO: il drammatico epilogo di un rapporto segnato da tempestosi abbandoni e fulminee rappacificazioni fin dalla nascita di Carrie 60 anni fa. La figlia era stata per Debbie “arredo di scena” nelle foto anni sessanta di quando era bambina (“a due minuti di vita sulla copertina di Life”), poi confidente e consigliera nei successivi due divorzi.Dopo Eddie Fisher nel 1959, la Reynolds aveva sposato Harry Karl, un magnate della scarpa, poi Richard Hamlett, impresario immobiliare di Las Vegas: entrambi l’avevano lasciata sul lastrico e negli anni ‘90 Debbie aveva dichiarato bancarotta. Eppure, con la stessa tenacia di quando teenager ballava cantando sotto la pioggia, Debbie si era rimboccata le maniche rimanendo attiva fino all’ultimo: nel 2001 aveva girato per la televisione “These Old Broads”, sceneggiatura della figlia con una parte per Liz Taylor con cui da decenni la madre si era riappacificata. Oltre che a recitare la diva aveva avuto una seconda carriera come collezionista di cimeli di Hollywood: ne aveva raccolti oltre 4.000, dai set di film premi Oscar, e cinque anni fa li aveva messi all’asta (compreso l’iconico abito bianco di Marilyn Monroe da Quando la moglie è in vacanza) con incassi totali di 25 milioni di dollari.


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