Omaggio a Duke Ellington




“CELEBRATING THE MASTER”/JAM SESSION IL 26 LUGLIO NEL CAFFÈ LETTERARIO DI ITALYTIME AL VILLAGE

NEW YORK. Proseguono gli incontri musicali al Centro Culturale “italytime” diretto da Vittorio Capotorto nel West Village, con un nuovo appuntamento della serie “Celebrating the Master”, che questa volta sarà incentrato sulla figura di Duke Ellington. Per saperne di più dell’evento di mercoledì 26 luglio, chiediamo a Robin Kevin Daniel Grasso, cantante jazz italiano residente a New York e responsabile delle attività musicali che italytime organizza nel suo KeyNotes club, di introdurci alla musica di Mr. Ellington. “Dopo il successo dello scorso incontro dedicato al grande George Gershwin, che ha visto l’esibizione di una nutrita schiera di giovani musicisti, il secondo appuntamento di questa neonata serie di eventi dovrà mantenere fede alle aspettative. E di sicuro l’imponente figura di Duke Ellington ci aiuterà a non deludere alcuno! Nel mondo del Jazz infatti, tra addetti ai lavori e non, non c’è figura più universalmente stimata di questo musicista dal talento eccezionale e vero innovatore, che ci ha lasciato un contributo senza pari, tanto da compositore quanto da interprete”. Se dovessimo fare un raffronto fra Gershwin ed Ellington? Il filo conduttore con Gershwin è ov- viamente legato alla composizione. Sotto tale aspetto i due sono vicini per la copio- sità delle opere composte e per il fatto che gran parte di queste sono oggi considerate “standards”, quindi spesso presentnelle Jam Sessions di tutto il mondo e negli album di Jazz contemporaneo. Tuttavia Ellington è da considerare un successore di Gershwin in quanto egli non scriverà principalmente per musical ma per le performances live della sua orchestra”. Il titolo della serata del 26 luglio è “Celebrating the Master: Duke Ellington and his Orchestra”; dobbiamo aspettarci un’orchestra? “Sarebbe magnifico! Ahimè non sarà possibile però portare un’orchestra al completo sul palco del Keynotes club (italyti me Caffè), ma per comprendere appieno il lavoro di Duke bisogna necessariamente parlare della sua orchestra, che egli ha tenuto assieme per quasi 50 anni. E come John Coltrane il sassofono o Miles Davis la tromba, Ellington usa l’orchestra come un vero e proprio strumento”. Cosa si intende quando si dice che l’orchestra è come uno strumento? “Come ho appreso dai miei maestri, prima il pianista Valerio Silvestro in Italia e poi il trombettista Michael Mossman al Queens College di New York, una delle abilità più importanti che un aspirante arrangiatore deve sviluppare è quella di tenere sempre conto di chi eseguirà quella composizione. In poche parole prima di iniziare ad arrangiare o anche comporre un’opera bisogna porsi la domanda “chi eseguirà questa parte?”. Mr Ellington comprende appieno questo aspetto e lo porta agli estremi facendosi influenzare dalle “voci” della sua orchestra, rendendole uniche e cucendo i suoi arrangiamenti addosso ai singoli musicisti. Così le abilità eccezionali di ognuno, come per il trombettista Bubber Miley con il caratteristico suono “wa-wa” o il gracchiante trombone di Joe Nanton, vengono messe in risalto ed il pubblico è in visibilio”. Durante la serata ci sarà quindi una presentazione “educativa” del Maestro Ellington e della sua musica. Certo, perché c’è molto altro da aggiungere sulla figura di Duke Ellington. Ad esempio gli importanti aspetti storici e culturali come il suo ruolo nella rinascita diHarlem durante la cosiddetta “Harlem Renaissance”; il fatto che egli fu uno dei primi artisti afro- americani a conquistare grande fama oltreoceano, girando l’Europa in tour fin dal 1931, o come il fatto che la sua hit “It don’t mean a thing (if it ain’t got that swing)” abbia dato il nome alla “Swing Era” e mercoledì 26 parleremo più a fondo di tutto questo”. Facendo parlare soprattutto la musica. “Indubbiamente! La musica sarà sempre il fulcro di questi appuntamenti. La house band sarà stavolta composta oltre che da me (Robin Kevin Daniel Grasso, n.d.r.) alla voce, dalla pianista coreana JinJoo Yoo, da Wen-Ting Wu originaria di Taiwan alla batteria ed al contrabbasso dalla mia nuova conoscenza Dan Yuval von Weisselberg arrivato da poco a NY direttamente da Tel Aviv. Ne sentirete delle belle!” Dopo la sola Jam Session di esordio, quella del 30 giugno, c’è già una varietà di giovani musicisti che portate alla ribalta. Come mai? “La pianista JinJoo Yoo aveva suonato un pezzo quella sera; è stata entusiasta del KeyNotes club, delle finalità di “italyti- me” rivolte ad offrire una opportunità ai giovani musicisti talentuosi ed ha voluto subito inserirsi nelle Jam Sessions. Mentre la batterista Wen-Ting Wu ha assistito alla precedente performance ed a sua volta, sottolineando anche l’atmosfera “frizzante” della serata, ha voluto prendere parte alla celebrazione musicale del Maestro Duke Ellington”. Bene, l’ambiente è musicalmente “salubre” e di qualità; abbondano i giovani artisti e siamo quindi lieti di darvi appuntamento per mercoledì 26 luglio alle 7 pm all’italytime Caffè (Our Lady of Pompeii Theater, 25/B Carmine Street) con ingresso libero. Visto il numero limitato dei posti è consigliabile la prenotazione: italytime.org/contact/ (212) 860-2983.


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