‘Ombre russe’ su Gabbard

HILLARY CLINTON: “FRA I CANDIDATI DEM CE N’È UNA AL SERVIZIO DI MOSCA”



WASHINGTON. Hillary Clinton irrompe nelle primarie dei democratici e lo fa con non poco clamore: tra i candidati alla nomination ce n’è uno adescato da Mosca con l’obiettivo di creare divisioni nell’elettorato e favorire la rielezione di Donald Trump. E’una donna, fa capire l’ex first lady. E il suo portavoce conferma i sospetti: nel mirino c’è Tulsi Gabbard, deputata delle Hawaii che già in passato è stata coinvolta da voci, mai dimostrate, che la volevano sotto la possibile influenza del Cremlino. Quella dell’ex segretario di Stato è una bomba che agita una campagna elettorale per le presidenziali 2020 sempre più al veleno. Perché se Clinton lancia il sospetto che Gabbard sia una sorta di agente in quota ai russi, Trump non è da meno, e su Twitter posta uno spot in cui si accusa il senatore Mitt Romney, voce critica del presidente nel partito repubblicano, di essere un agente dei democratici. Un personaggio “viscido”, “clandestino”, che nel 2012 ha fatto vincere Barack Obama e nel 2016 ha tentato di ostacolare l’ascesa di Trump. E che magari ora spera di approfittare del caos sull’impeachment per candidarsi al posto del presidente. Ma se le bordate di Trump contro tutto e tutti sono oramai all’ordine del giorno, lascia a bocca aperta l’uscita di HillaryClinton, che ha ancora il dente avvelenato per la sconfitta del 2016. “I russi tengono gli occhi su qualcuno che attualmente è nelle primarie democratiche - ha affermato nel corso di un podcast - e la stanno preparando per diventare la candidata di un partito terzo”, con lo scopo di dividere gli elettori liberal e aiutare la rielezione di Trump. “E’ la favorita dei russi - ha aggiunto - hanno un sacco di bots e altri modi per sostenerla”. La dura replica della deputata ex veterana in Iraq e Kuwait non si è fatta attendere: quelle della Clinton sono “accuse vigliacche”, twitta Gabbard, descrivendo l’ex first lady come “la regina dei guerrafondai” e intenta a orchestrare una campagna “per distruggere la mia reputazione”. Ma nel mirino di Hillary Clinton non c’è solo la deputata delle Hawaii. L’ex first lady si è scagliata anche contro Jill Stein, che nel 2016 la sfidò nel corso delle presidenziali come candidata dei verdi: anche Stein viene definita “un asset dei russi”. “Non sono una spia - si è difesa - Stein si tratta solo di calunnie e diffamazioni”.

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