Ong, codice di condotta


ROMA. “Ad un certo punto le discussioni finiscono”. Ha fretta il ministro dell’Interno, Marco Minniti . Il Codice di condotta per le ong deve entrare subito in vigore: “E’ essenziale per la sicurezza del Paese, non si può rinviare”. Il nuovo incontro di domani al Viminale con le organizzazionisaràdunquel’ultimo: saranno valutate le proposte di modifica, ma non ci sono spazi per ripensamenti radicali dei 13 impegni previsti nel testo. Per le navi di chi non ci starà pronte misure restrittive.

Il ministro illustra la sua strategia alle commissioni riunite Difesa ed Esteri del Senato. Proprio la commissione Difesa aveva prodotto lo scorso 16 maggio una relazione che proponeva misure per regolamentare l’attività delle navi umanitarie nel Mediterraneo centrale. “C’è stato - ricorda Minniti - un pronunciamento unanime del Parlamento ed il Governo intende dare risposta a quel pronunciamento”. Venerdì, dunque,


annuncia,“tireremolefilasulCodice, che rappresenta la volontà del Paese e del Parlamento, non è una discussione che si fa solo col ministro o col Governo. Noi l’abbiamo discusso prima in Parlamento e poi in Europa e ad un certo punto le discussioni finiscono”.

Il Codice, secondo il titolare del Viminale,“è essenziale per la sicurezza del nostro Paese.Nelmomentoincui più del 40% dei migranti salvati

arrivano in Italia su navi della ong che sono tecnicamente navi private - sottolinea - credo sia doveroso da parte del ministro dell’Interno garantire,insieme alle stesse ong,che ci sia attenzione ai principi di sicurezza”.

Tra i punti più contestati dalle organizzazioni c’è l’impegno a consentire la presenza a bordo di funzionari di polizia giudiziaria. Ma Minniti non transige sul tema. “La

polizia giudiziaria-osserva-è a tutela di chi agisce nell’attività di salvataggio, perciò non comprendo chi dice che di tutto si può discutere tranne del fatto che non ci può essere a bordo di quelle navi una forza di polizia del Paese che poi accoglie i migranti”.

Un compromesso raggiungibile potrebbe essere quello di non far salire sulle navi poliziotti armati. Domani si tireranno le somme dunque e le nove ong stanno mettendo a punto le loro proposte emendativealtesto.Sonosoprattutto alcune - Sea Watch, Sea Eye, Proactiva OpenArms, tra le altre - ad avere difficoltà a digerire il testo. Mentre posizioni più ottimiste arrivano dalle italiane Msf e Save the children. Moas, attiva con la nave Phoenix che ha portato ieri ad Augusta 295 migranti,parla di codice da modificare.

“Ci auguriamo - dice l’organizzazione dei coniugi Christopher e regina Catrambone - che il governo ascolti le posizioni che saranno presentate da ogni ong e possa prenderle in considerazione”.


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