Ora è uno stormo di falchi



CASA BIANCA/TRUMP SI CIRCONDA DI ‘SUPERCON’, PREOCCUPA IL TICKET POMPEO-BOLTON

WASHINGTON. Donald Trump si circonda di falchi facendo presagire una politica estera più muscolare e unilateralista, anche su Iran e Corea del nord. Nel frattempo il Russiagate sembra fare un altro passo avanti verso il tycoon: il procuratore speciale Robert Mueller - secondo il Daily beast - ha accertato che Guccifer 2.0, l’hacker solitario che si vantò di aver fornito a Wikileaks le email rubate al partito democratico e che comunicò con l’allora consigliere di Trump Roger Stone, è un agente dello spionaggio militare russo (Gru). Dopo aver rimpiazzato il segretario di stato Rex Tillerson con il capo della Cia Mike Pompeo, giovedì sera il presidente ha annunciato via Twitter la sostituzione del consigliere per la sicurezza nazionale H.R. Mc- Master con l’ex ambasciatore all’Onu John Bolton. “Dimissioni concordate”, secondo la Casa Bianca, con reciproci ringraziamenti pubblici tra il presidente e McMaster, che si ritira in pensione. Con il ticket Bolton-Pompeo, entrambi considerati super conservatori, la squadra di politica estera di Trump sarà la più conservatrice e ideologica e la meno pragmatica dei tempi recenti, secondo i media liberali. A preoccupare maggiormente sono il curriculum e il carattere abrasivo di Bolton, un ex diplomatico di 69 anni col baffo da tricheco che ha servito in varie posizioni sotto amministrazioni repubblicane, da Ronald Reagan a Bush padre e figlio. Fautore della guerra in Iraq, paradossalmente sempre avversata dal tycoon, ha contribuito a costruire le accuse per le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, rivelatesi poi infondate. Ha sostenuto l’uso della forza contro l’Iran, definendo l’accordo sul nucleare una “Waterloo diplomatica”. Non più di un mese fa ha scritto sul Wsj che la Corea del nord è una “minaccia imminente” giudicando “perfettamente legittimo” per gli Usa uno strike preventivo. Posizioni allarmanti, alla vigilia della scadenza sull'intesa nucleare che Trump intendecancellare in assenza di correzione sostanziali, e del summit a maggio con Kim. Bolton è sempre stato un falco anche sulla Russia, ma giovedì è sembrato già sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda del presidente: “Le congratulazioni a Putin per la sua riele- zione al Cremlino? Una questione di garbo”, ha commentato, dopo la bufera abbattutasi su Trump per aver ignorato il monito del suo team per la sicurezza nazionale a non fare i complimenti al presidente russo. Bolton ha lasciato un cattivo ricordo anche al Palazzo di vetro nel 2005-2006: l’Eco- nomist lo descrisse come “il più rissoso ambasciatore che gli Usa abbiamo mai inviato alle Nazioni Unite”. Il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, che entrerà in servizio il 9 aprile, è anche ostile al globalismo, ai trattati e alle organizzazioni multilaterali. Proprio come Trump, che ora avrà in Pompeo e in Bolton due sostenitori entusiasti, mentre Tillerson e McMaster lo frenavano con i loro dubbi e le loro obiezioni. Un altro punto di contatto fra il tycoon e Bolton è che quest’ultimo è stato tra i primi clienti a beneficiare dei dati Facebook usati impropriamente da Cambridge Analytica a scopi elettorali. Il suo superpac ingaggiò la società nell’agosto 2014 versandole nei due anni successivi circa 1,2 milioni di dollari. Dietro a Trump, Bolton e Cambridge Analytica sempre lo stesso ‘patron’: la famiglia Mercer.