Ora l’Ue minaccia sanzioni



MIGRANTI/AVVERTIMENTO AI PAESI CHE RIFIUTANO LE RICHIESTE DI RICOLLOCAMENTO

BRUXELLES.Ancora un mese per fare progressi, poi si inizierà a discutere anche di sanzioni: mentre si attendono risultati dai piani per frenare i flussi di migranti in arrivo sulla rotta del Mediterraneo centrale, Bruxelles fa la voce grossa con chi non rispetta i patti. Ovvero con quei Paesi dell’Ue che non fanno fronte agli accordi per l’accoglienza dei rifugiati e lasciano soli chi, come l’Italia, è in prima linea a gestire il problema. Per ora sono solo parole, per quanto pesanti. “È ingiusto - attacca il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans - lasciare tutto il peso su Italia e Grecia: devono poter contare sulla solidarietà degli altri PaesiUe”.Damarzo ,minacciano dalla Commissione, alle parole potrebbero seguire i fatti, con l’apertura di procedure di infrazione per chi non rispetta le quote di richiedenti asilo da ricollocare. Nel mirino, soprattutto quei Paesi dell’Est Europa come Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca che finora hanno sbarrato le porte alle richieste di Bruxelles. Gli obiettivi fissati dalla Commissione sono 1.000 ricollocamenti al mese dall’Italia e 2.000 dalla Grecia ma ad oggi il numero totale raggiunto è di appena 12 mila ricollocamenti effettuati. “I mesi scorsi hanno visto progressi importanti - ammette il commissario alle migrazioni Dimitris Avramopoulos - ma bisogna fare di più e più in fretta”. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, sono poco più di 3.200 i migranti ricollocati dall’Italia nei Paesi europei. Dato che fa impressione, se si considera che in poco più di un mese, dall’inizio dell’anno, ne sono sbarcati più di 9.300. “I ricollocamenti sono necessari - dice Timmermans- e serve l’impegno di tutti gli Stati membri perché il controllo delle frontiere da solo non basta”. Anche se ha fatto sollevare qualche sopracciglio, dato il ruolo di guardiano delle regole europee che spetta alla Commissione, il suo invito agli Stati membri a esercitare in prima persona pressione politica gli uni sugli altri. “Tutti guardano alla Commissione europea e questo va bene - afferma Timmermans - ma allo stesso tempo ci dovrebbe essere più pressione da Stato a Stato perché ciascuno faccia la sua parte”. Intanto c’è chi suggerisce di utilizzare i fondi europei di sviluppo regionale anche per far fronte all’ emergenza migranti:“La mia idea è accelerare insieme con gli Stati membri per esplorare le possibilità di uso dei fondi Fesr”, spiega la commissaria europea alla politica regionale, Corina Cretu. Perché i ricollocamenti “non stanno andando molto bene - spiega - e Grecia e Italia hanno ragione a chiedere un aiuto aggiuntivo”. L’alto rappresentante Federica Mogherini,infine, allarga i termini della questione: tenendo conto dell’invecchiamento della popolazione, dice, “penso che gli europei dovranno comprendere che abbiamo bisogno dell’immigrazione per le nostre economie”.


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