Ordigno su negozio dopo il corteo Il paese in ansia: dall’Italia “Paura per tutti

ORTA NOVA (FG)/NUOVO ATTENTATO




ORTA NOVA (Foggia). Non sono bastate le migliaia di persone scese in strada venerdì a Foggia con Libera per urlare il proprio no alla mafia, a fermare gli attentati che si stanno susseguendo nelle ultime settimane nella provincia. A nemmeno 12 ore dal corteo "Foggia Libera Foggia", organizzato dall'associazione di don Ciotti, questa volta è toccato agli abitanti di Orta Nova, paesino ad una ventina di chilometri dal capoluogo risvegliarsi per l'esplosione di una bomba che all'alba ha distrutto un negozio di abbigliamento intimo in corso Aldo Moro mandando in frantumi l'insegna luminosa e la saracinesca e danneggiando arredi, scaffali e merce. Secondo le indagini dei carabinieri, è stata utilizzata una 'marmotta', un potente esplosivo solitamente usato dai criminali per assaltare i bancomat. "Ho paura per tutti: oggi a me domani può essere a chiunque. Penso che questa cosa abbia scosso tutto il paese", ha detto a caldo la titolare del negozio, Marianna Borea, che però, non si perde d'animo e annuncia che riaprirà "il prima possibile". La donna ha detto di non avere ricevuto minacce ma in famiglia non è la prima a subire attentati. Il 22 dicembre scorso sconosciuti avevano dato fuoco alla Fiat Panda di suo fratello, Paolo Borea, che è impegnato in politica ed è presidente del Consiglio comunale di Orta Nova. Anche lui ha detto di non avere mai ricevuto minacce o richieste estorsive. Al momento, quindi, gli inquirenti non escludono alcuna pista, quella estorsiva così come quella privata. Ma in paese molti parlano di un possibile collegamento dell'attento con l'attività politica svolta da Borea in particolare in relazione all'emergenza rifiuti che si è verificata nelle ultime settimane in paese.

L'azienda che si occupa del servizio di igiene urbana è in liquidazione e l'amministrazione comunale di Orta Nova è impegnata a garantire il servizio e a salvaguardare i posti di lavoro. L'ipotesi di un collegamento è stata suffragata dallo stesso sindaco, Mimmo Lasorsa secondo cui quel- le appena trascorse sono state "settimane molto tese a causa della situazione relativa ai rifiuti e al destino di questo paese". "Ogni volta che cerchiamo di prendere decisioni importanti per questa comunità - ha detto - accadono questi episodi". Borea ha detto di "non avere alcun tipo di elemento per ipotizzare un collegamento tra la questione rifiuti e le due intimidazioni", ma aggiunge di essere spaventato e ammette, "in questi momenti è opportuno fare una riflessione suo mio futuro politico". Il clamore di questa ennesima bomba esplosa all'indomani del grande corteo di Foggia contro le mafie ha indotto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che ieri era in Puglia, a Barletta, ad assicurare un intervento deciso dello Stato. "Noi reagiremo - ha detto - è evidente che c'è una guerriglia ma lo Stato non abbassa la schiena: quando lo Stato viene provocato, reagisce". "Chi pensa che questo territorio possa essere controllato dalla criminalità organizzata - ha concluso - ha fatto male i conti: saremo molto duri e si faranno molto male".