Ottimismo nel Pd, ora crede nei ballottaggi



ROMA. Si respira ottimi- smo ai piani alti del Pd sul- l’esito del primo turno alle comunali. Rispetto ai son- daggi più in scuro che in chiaro e ai timori di una batosta nei mesi scorsi, l’orizzonte di ballottaggi diffusi, a Milano come a Roma e Torino, fa sperare i big dem.

Anche Matteo Renzi, freddo sulla campagna elet- torale fino alla settimana scorsa, si è buttato in un tour delle ultime ore, spingen- dosi anche nella piazza più difficile, Napoli, pur chia- rendo che il voto ammini- strativo non ha valenza po- litica.

Messo in seconda bat- tuta per 48 ore il mantra del referendum di ottobre, su cui il premier conferma che sarà il test sul futuro del governo, ministri e dirigen- ti stanno attraversando l’Italia a sostegno dei can- didati e consapevoli che più l’esito sarà migliore più farà da traino per otto- bre. Anche se la grande at- tesa, come per tutti i parti- ti, è nelle due capitali ita- liane: a Roma, dove Rober- to Giachetti deve cercare di sconfiggere la delusio- ne per mafia capitale e gli errori del partito romano, e a Milano, la capitale eco- nomica, dove la corsa di

Giuseppe Sala si è rivela- ta meno facile del previsto con la discesa in campo di Stefano Parisi. Nella città eterna la strategia è quella del passo dopo passo: pri- ma arrivare al ballottaggio poi giocarsi il tutto e per tutto per cercare di ricon- quistare Roma, obiettivo da tutti considerato arduo ma non impossibile.

Anche perchè, raccon- tano al Pd, se Stefano Fas- sina mai accetterà al secon- do turno di dare indicazio- neperilPd,ènotochela sinistra romana, che in Re- gione governa con i dem, è divisa sulle eventuali indi-

cazioni di voto nel secon- do turno. Il “calcio di ri- gore”, ma anche la partita politicamente cruciale, è Milano. I dem sono fidu- ciosi sul risultato ma tutti sono consapevoli che per- dere il capoluogo lombar- do, dopo gli anni di Pisa- pia, avrebbe ripercussioni pesanti anche a livello na- zionale.

E darebbe fiato alla mi- noranza dem pronta a de- nunciare gli effetti della “mutazione genetica” del Pd trasformato in partito della nazione. Se al Naza- reno si spera che Merola a Bologna possa chiudere la

partita al primo tempo men- tre Piero Fassino dovrà fare i conti a Torino con la spaccatura a sinistra e una candidata M5S, Chiara Appendino, che sembra forte nei sondaggi, in po- chi scommetterebbero sul fatto che Valeria Valente riesca a superare il primo turno.

“Una candidata più de- bole delle liste che invece riserveranno sorprese”, ammettono fuori dai taccu- ini alcuni dirigenti.

Per le ultime ore di campagna elettorale, c’è un unico avversario che Mat- teo Renzi ha messo nel mi-

rino oltre ai “gufi” disfatti- sti: Beppe Grillo, diventa- to dalla polemica sul bo- nus degli 80 euro “Beppe bugiardo”. Il premier, pur non volendo dare un valo- re nazionale alla sfida am- ministrativa, è consapevo- le che, se i grillini vinces- sero in una piazza impor- tante, si candiderebbero ad essere i principali rivali alle elezioni politiche del 2018. Da lunedì, se le cose andranno come nelle spe- ranze e nelle aspettative, il Pd è pronto a due settima- ne pancia a terra fino ai ballottaggi.

E, per dimostrare che anche il governo fa la sua parte per semplificare la vita ai cittadini, Matteo Renzi ha annunciato “due bordate” nella pubblica amministrazione: l’attesa Scia che facilita chi vuole aprire un’impresa e la stret- ta, prevista nella riforma Madia, che dovrebbe ren- dere automatico il licenzia- mento immediato per i co- siddetti “furbetti del cartel- lino”.

E i critici bollano come spot elettorale del governo la mobilitazione del 16 giu- gno, a due giorni dal secon- do turno, quando, annuncia il premier, “in tutta Italia ta- volini e volantinaggio ci aiuteranno a festeggiare la scomparsa dell’Imu e del- la Tasi”.


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