P.a./Istat, ripresa dei dipendenti, +1,1% in 2 anni

di Chiara Munafo


ROMA. Dopo anni di assunzioni ferme e di spending review, i dipendenti pubblici hanno ripreso ad aumentare. Tra il 2015 e il 2017 sono cresciuti dell'1,1% fino a oltre 3 milioni e 300 mila persone, un livello vicino a quello del 2011. Ma il pubblico impiego è cambiato e non è più sinonimo di posto fisso: a crescere sono soprattutto i lavoratori precari. Contratti a termine e collaborazione contano quasi mezzo milione di persone, secondo i primi dati del Censimento permanente delle istituzioni pubbliche 2017 dell'Istat. Nell'arco di sei anni, i dipendenti temporanei sono aumentati del 7,3%, mentre quelli fissi calavano di quasi un punto percentuale. Ancora di più crescevano i collaboratori che, tra contratti a progetto, co.co.co e altri rapporti atipici, hanno visto un balzo del 50,6%. La spending review ha avuto effetti anche sul numero degli uffici e degli altri luoghi di lavoro pubblici, diminuiti di circa 3.500 unità dal 2011 (-3,2%), e sull'età media dei lavoratori. Il lavoro nella pubblica amministrazione è diventato, infatti, più anziano, con la quota dei dipendenti over 55 che è salita Dipendenti dal 31% al 45%tra il 2010 e il 2015, contro una media dei paesi Ocse del 25%, secondo i dati citati dal presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, alla presentazione del Censimento. Blangiardo ha sottolineato come attraverso le statistiche sia "possibile sfatare quale luogo comune" sulla pubblica amministrazione. Per esempio, sono al Nord i territori con il più alto numero di dipendenti pubblici: la Valle d'Aosta e le province di Bolzano e Trento sono le uniche realtà dove sono oltre 7% degli abitanti. Al contrario, regioni del Sud come la Puglia e la Campania, sono tra quelle con meno pubblico impiego - dopo la Lombardia - con 4,2 dipendenti pubblici ogni cento abitanti. Il censimento mostra inoltre come la pubblica amministrazione stia diventando più digitale. Quasi nove amministrazioni su dieci sono sul web e usano Internet per gestire i dati e offrire servizi. Inoltre, oltre quattro su dieci interagiscono con i cittadini sui social network e poche meno usano il cloud computing. Restano, invece, poco diffuse le tecnologie più avanzate come l'analisi dei big data o Internet of thing e ci sono problemi sul fronte della sicurezza informatica e di competenze.

In una {ubblica amministrazione che sta evolvendo, quello che non è cambiato è la situa- zione delle donne: sono ancora la maggioranza dei lavoratori - 2 milioni - ma solo il 14,4% dei capi in posizioni apicali. Per favorire le carriere femminili, la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, intervenuta all'Istat, punta sullo smart work con "l'obiettivo di passare dal 10 al 20%". Inoltre la ministra pensa di rivedere i bandi e velocizzare le procedure concorsuali per diffondere competenze trasversali e digitali, visto che ora "il personale della P.a. non sempre è all'altezza di sfide che la tecnologia pone".

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