Parte la corsa alle poltrone Gb


BREXIT/DOPO LE DIMISSIONI DI HILL CRESCONO PRESSIONI E SPARTIZIONI A BRUXELLES


BRUXELLES. Ufficialmente niente do- vrebbe cambiare almeno per i prossimi due anni e fino all’uscita effettiva della Gran Bretagna dall’Ue perché, come pre- vede l’articolo 50 del Trattato sull’Unio- ne europea, sino a quel giorno dovrebbe restarne stato membro a pieno titolo. Ma, con le dimissioni del commissario Hill, di fatto la corsa alla spartizione dei posti e delle sfere d’influenza a Bruxelles è già cominciata.

Dai posti chiave all’interno di Europarlamento e Commissione Ue sino al rimescolamento delle carte che potreb- be avvenire a fine anno con la scadenza del mandato del presidente Ue Donald Tusk e con il rinnovo di tutte le cariche

dell’Aula di Strasburgo. Le inattese dimissioni del responsabile ai servizi finanziari con passaporto britannico hanno lanciato un segnale chiaro: “Out is out”, ‘fuori è fuori’, aveva avvertito il presidente del- la Commissione Ue Jean- Claude Juncker alla vigilia

del voto. E a Londra - nonostan-

te le dichiarazioni ufficiali secondo cui quella di la- sciare sia stata una scelta dello stesso Hill - è stato subito tolto il portafoglio che mette direttamente le

mani sulla City, finito così sotto la tutela del ‘mastino’ dell’ortodossia di bilancio, il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

La Gran Bretagna però, ha affermato il portavoce della Commissione, potrà no- minare un altro commissario: questo, se-

condo diverse fonti, non solo avrà un ruo- lo meramente ‘di figura’ con un portafo- glio senza potere, ma dovrà passare per l’approvazione dell’Europarlamento che ha già preannunciato la sua contrarietà. Dentro la Commissione Ue, anche se Juncker venerdì scorso ha mandato una lettera al personale rassicurando i britan- nici sul loro futuro professionale, molti hanno già messo gli occhi sui 1.128 posti attualmente occupati da funzionari con

passaporto di Sua Maestà, di cui otto al più alto livello tra direttori generali e vice. Lo stesso dicasi per 25 manager al ser- vizio diplomatico Ue guidato da Federica Mogherini, e soprattutto i numerosi ruoli politici all’Europarlamento. Sui 73 eurodeputati britannici che dovranno ab- bandonare, ci sono 2 membri del Consi- glio dei Presidenti, tra cui Nigel Farage in persona, 3 presidenti di commissione tra cui mercato interno e libertà civili, 7 re-

sponsabili di delegazioni tra cui Palestina, Iraq, In- dia, e 8 relatori di dossier chiave tra cui emissioni, fondi monetari e migranti. Senza contare il cambia- mento nel peso dei gruppi politici: unico immune il Ppe, l’S&d perde 20 eurodeputati pur restando secondo, i conservatori passano da terzo a quinto mentre senza l’Ukip decade il gruppo di cui fa parte il M5S.

Anche se per regola- mento i britannici non si possono dimettere, la ‘moral suasion’ è già par- tita. In pole position per lo ‘spoil system’, raccontano diverse fonti Ue, francesi e tedeschi.

I primi perché potreb- bero finalmente recupera- re l’influenza perduta negli ultimi anni, e i secondi per consolidare la loro ‘occu- pazione’ dei nodi nevralgi- ci a Bruxelles. Si apre an- che una finestra per gli ita- liani, se resta in sella il

premier Matteo Renzi. La vera grande par- tita, però, sarà in autunno, quando si do- vrà preparare il rinnovo dei vertici dell’Eu-rocamera, dal presidente Martin Schulz, alle commissioni.

A gennaio giunge a scadenza anche il presidente Ue Donald Tusk. E, nell’incer- tezza che avvolge il presidente della Com- missione Juncker e i suoi commissari, an- che questo mandato potrebbe essere rimes- so in gioco.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA