Per la legge un nuovo rinvio



BIOTESTAMENTO/LA DISCUSSIONE PARLAMENTARE RIPRENDE DOPO LA MORTE DI DJ FABO

ROMA. Nuovo rinvio per la legge sul Biotestamento: due questioni pregiudiziali (Calabrò, Pagano) e quattro questioni sospensive (Gigli, Fedriga, Pagano, e Rampelli), presentate alla Camera hanno determinato uno slittamento del voto in aula. “Saranno esaminate e votate prima di passare all’esame degli articoli del provvedi- mento”, ha comunicato all’aula di Montecitorio il presidente di turno Roberto Giachetti, prima di rinviare il seguito dell’esame del provvedimento sul biotestamento ad altra seduta. In teoria l’esame dovrebbe riprendere dopo il decreto sicurezza ma non è detto che il testo possa passare al voto la prossima settimana vista l’urgenza per l’esame del decreto terremoto. ‘No’ ai tentativi di “svuotare la legge sul Biotestamento e no alla tattica del rinvio”, hanno chiesto i rappresentanti dell’Asso- ciazione Coscioni che, in occasione dell’avvio in Aula alla Camera dell’esa- me del ddl sulle Disposizioni anticipate di trattamen- to, hanno organizzato un presidio davanti a Montecitorio. ‘Liberi fino alla fine’ è il messaggio lanciato dall’associazione per chiedere “finalmente un’assunzione di responsabilità da parte del Parlamento sul tema del fine-vita”. “Ora - ha affermato Marco Cappato - c’è il pericolo che il ddl venga ‘svuotato’ rendendo le disposizioni anticipate di trattamento da parte del cittadino non vincolanti, ed è inaccettabile che alla fine sia solo il medico a decidere. Ma il rischio maggiore al momento è quello della tattica e delle manovre in atto per allungare i tempi, sperando che la Legislatura finisca prima dell’approvazione della legge. Noi chiediamo invece una legge ora”. La discussione parlamentare inizia a due settimane dalla morte di Fabo Anto- niani in Svizzera, dopo oltre un anno di discussione in Commissione e dopo quattro rinvii. Il testo base prevede la possibilità di predisporre un testamento biologico vincolante per il medico che includa la rinuncia a nutrizione e idratazione artificiale. Non sono invece incluse richieste che, afferma Cappato, “pur raccolgono vasto consenso, come l’obbligo di fornire la sedazione continua profonda al paziente che la chiede, o la depenalizzazione dell’assi- stenza medica alla morte volontaria”. Da qui la richiesta precisa sostenuta anche da Mina Welby, che ha indossato un cartello con la scritta ‘Dj Fabo è dovuto andare in Svizzera, subito una legge in Italia’. Questa, ha inoltre chiarito Filomena Gallo, “non è una guerra tra il ‘partito della morte’ e il ‘partito della vita’, come alcuni vogliono descriverla’’. “Sul fine vita l’Udc è contraria al principio dell’autodeterminazione assolutizzato: autodeterminarsi non è sempre facile né possibile. Sotto questo aspetto diventa fondamentale il ruolo del medico proprio per la collaborazione con il paziente. Nel ddl ci sono dei limiti che vanno superati. La vita è un bene supremo da tutelare”, ha spiegato invece il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, mentre Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra, chiede che la legge venga rivista in molti punti e perfezionata per superare le criticità. “Non accetteremo mai di introdurre l’eutanasia e il suicidio assistito e rendere legale quello che per la legge italiana è di per sé illegale”.


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