Per Trump scelta rischiosa

EMERGENZA NAZIONALE/PROTESTE NELLE PIAZZE, IMPAZZANO LE BATTAGLIE LEGALI



NEW YORK. Una raffica di azioni legali contro Donald Trump e la sua ‘finta’ emergenza nazionale per ottenere i fondi per il muro al confine con il Messico. Mentre l’America scende in piazza per manifestare contro il presidente e la sua decisione, la battaglia legale già impazza. E il Congresso osserva sconvolto gli sviluppi: i democratici affilano le armi per la ‘guerra’, i repubblicani attoniti si spaccano sulla scelta presidenziale che getta un’ombra sulle elezioni del 2020 e crea un precedente pericoloso. Divisa anche la Casa Bianca: al- l’emergenza nazionale si è arrivati dopo mesi di acceso dibattito, con molti stretti consiglieri del presidente contrari all’opzione. Scettici e preoccupati anche i legali della Casa Bianca che hanno messo in guardia Trump sui rischi della scelta. Il presidente però non ha sentito ra- gioni e non ha offerto altra scelta ai suoi uomini se non quella di trovargli una via di uscita dall’impasse creata. E un’uscita gli è stata trovata: firmare l’accordo anti-shutdown e dichiarare l’emergenza, esponendosi al rischio di perdere in tribunale. Una sconfitta legale che, però, consentirebbe a Trump di poter dire di aver fatto il possibile per mantenere la sua promessa elettorale, ma la legge lo ha fermato. La battaglia legale è già iniziata. El Paso, la cittadina del Texas usata da Trump come simbolo della crisi al confine, si è alleata con tre organizzazioni no profit e ha presentato un’azione legale contro l’emergenza nazionale. La non profit Public Citizen ha depositato un’altra causa da parte di tre proprietari di terreni nell’area di Rio Grande Valley, nel sud del Texas, ai quali il governo ha comunicato che realizzerà alcune sezioni del muro sulla loro proprietà. Lo stato di New York e la California hanno già annunciato un ricorso. E l’elenco è destinato a crescere con il passare dei giorni.

La difesa di Trump non si presenta facile. Se da una parte è vero che un presidente può dichiarare l’emergenza nazionale e che in passato molti lo hanno fatto, il caso del muro è ben diverso. Le dichiarazioni precedenti hanno riguardato l’imposizione di sanzioni per violazioni dei diritti umani, terrorismo e traffico di droga. Solo in due casi un presidente ha usato i suoi poteri di emergenza per spendere fondi destinati dal Congresso ad altre voci: si è trattato della Guerra del Golfo e degli attacchi dell’11 settembre. Trump la invoca invece per la costruzione del muro ammettendo che “non aveva bisogno di farlo”, ma di voler “fare le cose velocemente”. Una frase sulla quale poggiano le speranze dei democratici per bloccarlo e che spingono gli americani a scendere in piazza contro una crisi ‘finta’, ‘fabbricata’ dal presidente solo per non perdere la faccia davanti alla sua base di elettori. In migliaia a New York e in diverse altre città americane sono scesi in piazza contro Trump e, la sua emergenza nazio- nale e il suo muro. Manifestazioni per chiedere al Congresso di fermare il presidente. Per ora Trump si è ritirato nel fortino di Mar-a-Lago per godersi un lungo fine settimana di riposo dopo la battaglia.

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