Per Veronesi un addio laico


MILANO/IL GRANDE ONCOLOGO È STATO SALUTATO DA CENTINAIA DI PERSONE


MILANO. Sulle note de "Il chiaro di luna" di Beethoven e della Turandot di Puccini, Milano ha dato l'ultimo saluto, commosso e composto, a Umberto Veronesi, il grande oncologo e scienziato spentosi martedì sera all'età di 90 anni. Centinaia di persone tra amici, colleghi, politici ed ex pazienti hanno riempito la sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per i funerali laici, iniziati con l'omaggio musicale al pianoforte del figlio Alberto, direttore d'orche- stra. Chi non è riuscito a entrare per mancanza di spazio ha seguito la cerimonia dai due maxi schermi predisposti dal Comune in piazza Scala e nel cortile del palazzo. Anche i ministri Maria Elena Boschi e Maurizio Martina hanno voluto essere presenti, oltre al vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, agli ex sindaci di Milano Carlo Tognoli e Gabriele Albertini e all'ex sindaco di Torino Piero Fassino, che fu collega di Veronesi quando questo fu nominato ministro della Sanità nel secondo governo Amato. Attorno al feretro, la moglie dell'oncologo Sultana Razon, i figli e i numerosi nipoti. Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. "Rimarrà sempre il simbolo della dignità umana" ha detto Sala, che con voce rotta dall'emozione ha ricordato la sua esperienza come paziente di Veronesi. "È stato il mio medico, mi ha aiutato a guarire. Grazie per tutte le volte che hai compreso il nostro dolore", ha aggiunto, commosso fino alle lacrime. A seguire Emma Bonino, anche lei tra gli ex pazienti di Veronesi, si è rivolta idealmente all'oncologo ("Ciao prof" ha esordito). "Il tuo metodo, che si sta espandendo, è la tua eredità" pertanto "tu hai già vinto" ha detto l'esponente dei radicali, ricordando anche le "battaglie laiche" condotte con Veronesi: dalla lotta contro l'aborto clan- destino all'eutanasia, fino alle unioni civili. Il figlio Paolo, anch'egli oncologo e presidente della Fondazione Veronesi, ha dedicato al padre una lettera. "Tu vedevi sempre più avanti di tutti" ha detto il medico riferendosi allo Ieo, l'Istituto Europeo di Oncologia fondato da Veronesi nel '94. "Non posso dirti buon viaggio, perché non ci hai mai creduto. Ma resterai sempre nei nostri cuori" ha concluso il figlio, suscitando in sala molta commozione. A portare l'addio dei colleghi, il professor Pier Giuseppe Pelicci, co-direttore scientifico dello Ieo. Infine, il ricordo della nipote Elena: "E' stato un nonno e una persona spettacolare. A tutti i giovani voglio estendere il suo insegnamento: siate dubbiosi e trasgressivi". La cerimonia si è chiusa con due poesie, una letta dalla nipote Gaia, l'altra dalla regista teatrale Andrée Ruth Shammah. Il feretro di Veronesi ha poi lasciato Palazzo Marino tra gli applausi. Il Comune avvierà la procedura per la sepoltura al Famedio, il pantheon dei personaggi illustri del Cimitero Monumentale di Milano. "Lo faremo, è doveroso" ha anticipato il sindaco, al termine della cerimonia.


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