Più sintonia fra M5S e Pd

NAPOLI/DI MAIO APRE A NUOVE ALLEANZE. CON LA “BENEDIZIONE” DI GRILLO



NAPOLI. “Non proporremo alleanze regionali con il Pd, ma al massimo proporremo patti civici”. E’ in questa breve frase la timida apertura di Luigi Di Maio a un’alleanza più strutturale con i dem che vede, tra gli sponsor più “nobili”, Beppe Grillo. L’apertura prende forma nell’intervento conclusivo del leader M5S alla kermesse di napoli per i dieci anni del Movimento. Un intervento nel quale Di Maio concretizza quella riforma all’insegna della collegialità che dovrebbe sopire le ribellioni interne ai 5S.L’accoglienza dei parlamentari, per ora, è di una moderata fiducia. Eppure, dall’Italia 5 Stelle di Napoli, una delle migliori a livello di logistica organizzativa, esce Movimento diverso. “Siamo cambiati”, è il grido, all’unisono, che lanciano Grillo, Roberto Fico e perfino Virginia Raggi alla base. “Basta parlare male degli altri, adesso siamo noi i responsabili”, è il messaggio che lanciano i vertici per sigillare il Movimento 2.0 che ha lasciato le piazze per entrare nei Palazzi che contano. Ed è un messaggio in cui tutti si ritrovano. Così fino al 12 novembre a Di Maio perverranno le candidature per il nuovo organigramma: sei membri che faranno parte di un comitato ristretto (che si occuperà, ad esempio di organizzazione o comunicazione) e che saranno prevedibilmente più vicini al capo politico; 12 facilitatori (parlamentari, soprattutto) che si occu- peranno di temi; decine di referenti regionali. A dicembre si voterà, chiaramente sulla piattaforma Rousseau. La fiducia per Di Maio però resta condizionata. Grillo, nei due giorni di Napoli, vede prima Dalila Nesci, poi Carla Ruocco, infine a pranzo riunisce i suoi più stretti collaboratori e la vecchia guardia, come Carlo Sibilia, Paola Taverna e Nicola Morra. La strada da battere è quella dell’alleanza con il Pd, è il messaggio che recapita il Garante. Che, con i suoi, non nasconde un velo di amarezza. Al M5S serve gente competente, gli yesman non fanno bene a nessuno, è sbagliato che un leader si circondi di gente inesperta, è il senso del pensiero di Grillo, ancora una volta chiamato ad ammonire il Movimento dalle sirene del potere. A fare da raccordo, c’è Roberto Fico. La decima edizione di Italia 5 Stelle lo vede “padrone di casa”. Fico a lungo parla con Grillo, è presente al colloquio con l’ex comico e la Raggi e all’incontro che hanno Di Maio e Grillo, prima che quest’ultimo lasci la kermesse pochi minuti dopo l’inizio dell’intervento del ministro degli Esteri. Intervento nel quale Di Maio rassicura gli attivisti. “Abbiamo fatto errori ma non vi abbiamo mai tradito”, spiega il capo politico rivendicando la prevalenza numerica e tematica del M5S in parlamento. “Saremo sempre l’ago della bilancia dei prossimi governi”, sottolinea Di Maio che poi avverte Pd e renziani: “La legge elettorale non è una scusa per restare al governo. Non siamo costretti, staremo al governo finché faremo le cose”. La gente applaude e pensa già ai prossimi possibili traguardi nelle Regioni.

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA