Piano Marshall per l’Africa



MIGRANTI/OGGI IL VERTICE CON I LEADER AFRICANI, L’ITALIA È IN PRIMA LINEA

BRUXELLES. Puntare sulla crescita dell’Africa e soprattutto sui suoi giovani, che rappresentano oltre il 60% della popolazione: un modo per frenare i flussi migratori verso l’Europa ma anche, in molte regioni del continente, per sottrarli alle sirene del terrorismo jihadista. E’ con questo obiettivo che i leader dell’Unione europea e dell’Unione africana si sono dati appuntamento oggi e domani in Costa d’Avorio per il quinto summit Ue-Ua. Alla vigilia del vertice il presidente francese, Emmanuel Macron ha annunciato che pro- porrà un’”iniziativa euro-africana” sulla Libia con l’obiettivo di “colpire le organizzazioni criminali e le reti di trafficanti” che sfruttano i migranti, di cui alcuni ridotti in schiavitù. Dal canto suo, il premier Paolo Gentiloni,ha sottolineato che l’Italia è in prima linea e punta a “rafforzare il suo ruolo di breccia”, forte anche dei suoi rapporti economici, con un interscambio di 34 miliardi di euro. Per il premier italiano il vertice sarà l’ultima tappa di un tour africano attraverso quattro Paesi: Tunisia, Angola, Ghana e, appunto, Costa d’Avorio. “L’Africa è a un bivio”, ha evidenziato Gentiloni. Nella capitale Abidjan ci saranno tutti i vertici Ue: Jean-Claude Juncker, Donald Tusk, AntonioTajani, Federica Mogherini. Il 2017, nell’ottica di Bruxelles, deve concludersi come un anno chiave nei rapporti con l’Africa: il summit punta a definire le priorità per quanto riguarda la cooperazione economica, la creazione di posti di lavo- ro, la sicurezza, la gestione delle migrazioni e la lotta ai cambiamenti climatici. Le relazioni Ue-Unione africana, ha ribadito ancora Tajani da Abidjan, devono diventare più dinamiche, visto che i due continenti “stanno diventando più interdipen- denti che mai”. Le sfide da affrontare sono molte: dall’esplosione demografica alla mancanza di infrastrutture. Temi su cui l’Europa si deve impegnare mettendo in campo una sorta di nuovo piano Marshall in grado di veicolare verso il continente africano investimenti per centinaia di miliardi di euro. La proposta portata avanti da Tajani è fare arrivare il fondo d’inve-stimenti per l’Africa ad almeno 40 miliardi nel prossimo bilancio Ue rispetto agli attuali 33. La stima che si fa all’Eurocamera è che a partire da questi fondi, grazie all’effetto leva e a sinergie con la Banca europea degli investimenti, si possano mobilizzare investimenti pubblici e privati per circa 500 miliardi. “La transizione del continente verso una base industriale sostenibile, un’agricoltura efficiente, fonti rinnovabili, infrastrutture adeguate per acqua, energia, mobilità, logistica o digitale - ha rilevato Tajani - vanno sostenuti attraverso un ‘piano Marshall’. L’Unione europea deve contribuire, nel suo stesso primario interesse. E lo sviluppo dell’Africa deve entrare stabilmente tra le priorità dell’agenda politica europea”.


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