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“Pieni poteri al Governo”


QUIRINALE/MATTARELLA NEL SUO MESSAGGIO NATALIZIO AUSPICA RISPETTO PER LE ISTITUZIONI


ROMA. Ribadisce la necessità di un Governo nel pieno delle sue funzioni, auspica in Parlamento un consenso ampio sulla legge elettorale, mette in guardia contro chi “diffonde odio” e esige “rispetto” nei confronti di quei giovani che non trovano lavoro o quelle famiglie che vivono in un clima di insicurezza e disagio. Sergio Mattarella, nel suo tradizionale messaggio di auguri ai rappresentanti delle Istituzioni, traccia un bilancio del 2016 e soprattutto delinea in modo asciutto le priorità della politica del prossimo anno, tenuto conto il delicatissimo passaggio che s’è aperto dopo la crisi del Governo Renzi. Apre il suo intervento davanti alle alte autorità politiche, sociali e militari del

Paese esprimendo la sua “apprensione” per la nostra connazionale dispersa a Berlino. Quindi ringrazia l’ex premier Renzi “per l’opera prestata al servizio del Paese in quasi tre anni di intenso impegno”. Dopo aver fatto gli auguri al suo successore, Paolo Gentiloni, ribadisce che in questa fase di fine legislatura, è necessario approvare leggi elettorali, per la Camera e il Senato, “omogenee e non inconciliabili tra loro”. “E anche questa necessità - scandisce Mattarella - sorregge l’esigenza di un Governo nella pienezza delle sue funzioni, senza la quale il Parlamento non potrebbe procedere all’approvazione di alcuna normativa elettorale”. L’inquilino del Quirinale ricorda inoltre che sempre il Governo ha, “secondo Costituzione, il compito e il dovere di farsi carico dei tanti problemi presenti oggi nella vita dell’Italia”, dalla ricostruzione delle zone terremotate, all’economia, alla sicurezza del risparmio, all’occupazione. Un’agenda fitta che, secondo molti osservatori, non si concilia con l’ipotesi di uno scioglimento delle Camere e il ricorso alle urne nel giro di poche settimane. Mattarella torna anche sul voto del 4 dicembre sottolineando che la grande affluenza ha dimostrato “la solidità della nostra democrazia, in cui una cittadinanza, capace di attiva partecipazione, ha manifestato, con evidenza, la richiesta di essere protagonista delle scelte collettive”. Tuttavia, il Presidente avverte che questa “domanda di maggiore partecipazione che non va strumentalizzata né manipolata”. Quindi, pur difendendo il valore della dialettica politica, “anche aspra”, Mattarella difende il principio della “capacità di ascolto delle ragioni di altri”. E lancia un appello alla politica, ai mezzi di comunicazione e ai social a non diffondere sentimenti di odio, che finiscono per agire “contro la comunità nazionale”. Passaggio sottolineato da un grande applauso. Mattarella rivolge infine quindi un monito molto severo alla politica sul rispetto che si deve a chi soffre. Malgrado gli indicatori positivi sull’occupazione - sottolinea fermo - di fronte alle difficoltà di tante famiglie, di fronte a giovani che non hanno la possibilità di programmare la propria vita perché non trovano lavoro, di fronte a chi lo ha perduto o a chi lo ha ma è sottoretribuito, di fronte a un’ampia area di povertà, che non è costituita da un dato statistico ma da numerosi nostri concittadini, occorre rispetto e, quindi, un confronto di proposte con contenuti ed elaborazioni adeguate”.


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