Pisapia seppellisce il listone


ITALICUM/PER IL VOTO IL PD ESCLUDE UNA COALIZIONE ALLARGATA CHE ARRIVI AI CENTRISTI


ROMA. Il Pd è sempre più convinto che non ci siano in Senato le condizioni politi- che e numeriche per cambiare la legge elet- torale in tempi tali da consentire il voto a giugno; il che implica andare alle urne con gli attuali due sistemi diversi. E’ quanto emerso in una riunione al Pd tra Matteo Renzi, Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, i capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda, in cui si è anche parlato del modo in cui il Pd si presenterà alle elezioni: niente “listo- ne” con Pisapia alla Camera, ma probabil- mente coalizione al Senato, dove questa formula è consentita. Il tutto in una gior- nata in cui anche la presidente della Ca- mera Laura Boldrini ha sollecitato i partiti a armonizzare in Parlamento i due attuali sistemi per Camera e Sena- to, come aveva fatto Pietro Grasso.

L’appello di Boldrini è giunto nel giorno in cui di- versi istituti di sondaggi hanno pubblicato delle si- mulazioni secondo cui se si votasse oggi nessun par- tito avrebbe la maggioran- za alla Camera, soprattutto non sarebbero nemmeno possibili coalizioni post elettorali come Pd-Fi-Ap o M5s-KLega-Fdi. Infatti nessuno raggiungerebbe il 40% richiesto per avere il premio e ci sarebbe una ri-parto proporzionale puro. Nella riunione al Nazareno si facevano invece i conti sul Senato, dove il Pd ha 113 senatori, di cui però almeno 22 della minoranza.

Per ogni ipotesi di ritocco alle due leg- gi elettorali si sono fatti dei calcoli sui par- titi che le sosterrebbero: la conclusione è che nessuna modifica avrebbe i numeri. E in Parlamento si entra solo con un accor- do di ferro, altrimenti si sa quando si co- mincia ma non quando si finisce. Di qui l’idea di proporre la prossima settimana un incontro ai partiti per trovare un accor- do subito: se non si stringe nel giro di un paio di settimane “non si comincia nem- meno la manfrina in Parlamento”, ha detto Renzi. Inutile, quindi, il pressing degli alle- ati (anche una telefonata di Pierferdinan- do Casini) per introdurre almeno la coali- zione nel sistema della Camera. Qui è stata scartata l’idea di un “listone” che andas- se dai centristi a Pisapia, che quest’ultimo ha definito “un incubo”. Anche Lorenzo Guerini ha smentito questa idea apparsa su alcuni quotidiani: “Il PD non ha mai pensato all’ipotesi di un listone con den- tro tutto e il suo contrario”.

Ipotesi negata anche da Angelino Al- fano. In realtà si era ragionato ad una lista unica Pd-Pisapia, ma si è giunti alla con- clusione che anche essa non raggiungerebbe il 40% e che quindi è meglio presen- tare due liste separate che, come in ogni sistema proporzionale, raccolgono più voti complessivi che non una sola. Insomma in casa Dem si vuole riorientare più a sini- stra l’offerta politica, sperando di recupe- rare il non voto di quell’area e di fare con-

correnza ad un eventuale lista promossa da Massimo D’Alema.

Diversa la situazione per il Senato. Il Consultellum è sì un proporzionale ma con delle soglie che lo rendono un po’ mag- gioritario, per cui - secondo il Pd - la diffe- renza con il sistema della Camera non è cosi forte. La soglia per la coalizione è del 20%, per il singolo partito del’8%, e per il partito in una coalizione del 3%. Questo spingerebbe ad una coalizione in tandem Pd-Pisapia.

Proprio queste soglie mettono in crisi i partiti centristi possibili alleati dopo il voto, che spingono quindi per essere in coalizione almeno al Senato, ma al momento la risposta è un niet. Ma queste soglie ta- glierebbe fuori da molte Regioni anche la Lega, e perfino Fi da alcune. Di qui il pres- sing di Paolo Romani con Zanda ad un ritocco della legge, ma che al momento con ha avuto risposta positiva.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA