Poste/L’a.d. Del Fante lancia il piano 2022 e convince la Borsa



Farà un grande salto avanti”. Utile +13 per cento medio annuo, cedola 5 per cento fino al 2020

MILANO. Poste guarda da qui al 2022 puntando su più efficienze operative che spingano l'utile a 1,2 miliardi, e con una nuova politica dei dividendi che impegna a aumentare la cedola del +5 per cento «fisso» l'anno fino al 2020. E convince i mercati, con il titolo che nella prima ora di contrattazione tocca i 7,14 euro per azione (vicino ai massimi storici di inizio 2016) ed è sospeso al rial- zo. La tradizione è "importantissima, un punto di forza", con la "più grande rete distributiva italiana" ed "un contatto diretto con tre milioni di italiani ogni giorno" tra sportelli postali e consegne: un valore "da massimizzare": l'ammini- stratore delegato Matteo Del Fante ha costruito sui 'pilastri' della storia aziendale, ma puntando su inno- vazione e modernizzazione per "tecnologie e persone", il suo piano strategico quinquennale 2018- 2022. Cosa cambia in Poste? "Tutto", dice l.a.d.: "Graduali progressi" in tutte i quattro segmenti di business "determineranno il grande salto in avanti che farà" il gruppo che, con più efficienze, vede un incremento del 13 per cento in media l'anno dell'utile netto a fronte di una crescita media annua dei ricavi dell'1% (attesi a 11,2 miliardi nel 2022). Il risultato operativo è atteso in crescita del 10 per cento medio annuo a 1,8 miliardi. E la posizione finanziaria netta che sale da 0,8 a 1,7 miliardi. Investimenti per 2,8 miliardi. Target ("pragmatici e raggiungibili", dice il cfo Roberto Giacchi) e strategie che superano l'esame a Piazza Affari: +5,8% a 7,04 a fine giornata. A Palazzo Mezzanotte, per il primo Capital Markets Day di Poste, Del Fante ha svelato 'Deliver 2022': è il nome che ha dato ad un piano che 'consegna' risultati in crescita basandosi "su ipotesi prudenti", con "un ri- schio di esecuzione limitato", dice alla comunità finanziaria annunciando la nuova politica dei dividendi per "una crescita soste- nibile della cedola". Dal payout all'80 per cento degli utili annunciato con l'Ipo di fine 2015 c'è "un cambiamento di logica: ci impegniamo a dare un aumento del 5 per cento anno per anno", "in termini fissi e non più legati al risultato", fino al 2020. E' "un messaggio molto forte, non ci sono impegni simili inaziende comparabili, almeno in Italia". Dal 2021 in poi l'impegno è invece per un payout minimo del 60%, ma l'a.d di Poste non esclude che per quella data la politica la politica dei dividendi possa essere nuovamente rivista. Nel piano non ci sono operazioni di M&A, "nessuna acquisizione", solo "riorganizzazione e crescita organica". Nei quattro 'business' c'è innovazione nel core, 'corrispondenza, pacchi e distribuzione', che vede il "quasi break even" operativo a fine piano, c'è sviluppo come nei servizi finanziari e assicurativi (anche entrando con un "approccio molto graduale e timido" nel ramo auto), c'è più futuro (colmando i ritardi nel Paese) con la nuova area dei pagamenti mobile e digitale.


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