Prevedere l’imprevedibile


CASA BIANCA/TRUMP SI CONVERTIRÀ ALLA PERICOLOSA PIATTAFORMA DEL GOP?


Come tante altre persone in America, e forse nel mondo, anch’io ho cominciato a leggere (per la prima volta) il libro di Donald Trump “The Art of The Deal” pubblicato nel 1987, quando Trump aveva 41 anni. Questo è il primo libro di Trump, pertanto può essere considerato più autentico degli altri 19 che hanno seguito: quattro nel 2004 e 2007, due nel 2008 e 2011, gli altri nel 1997, 1990, 2000, 2005, 2006 e 2009, l’ultimo nel 2015. Mi sono avviato alla lettura con la speranza di poter individuare tra le 372 pagine del tascabile qualche “insight” sul tipo di presidenza che ci dovremmo aspettare. In passato, come lui stesso ha ammesso, “The Donald” è stato un democratico piuttosto liberale, però si contraddice spesso e volentieri. Infatti, le contraddizioni di Trump sono diventate un’arte a sé stante, al punto che a contraddire Trump più di tutti è lo stesso Trump. Rimane da vedere se “il Donald” come presidente si convertirá alla dottrina repubblicana che, tra i programmi più pericolosi, propone: La privatizazione della Social Security (pensione). La riduzione delle spese per Medicare (assistenza sanitaria ai pensionati)L’aumento del Global Warming. L’intensificazione delle armi nucleari. L’eliminazione delle protezioni per i consumatori. La riduzione degli impegni governativi. La riduzione delle tasse federali. La restrizione all’immigrazione. Il conflitto etnico. La tensione con Cina, Messico ed i Paesi mussulmani. Allo stesso tempo, però, Trump auspica un miglioramento delle infrastrutture (che farebbe aumentare l’occupazione) ed una migliore politica estera (il tallone d’Achille dell’aministrazione del presidente Obama). Ma già in questi due programmi si notano delle contraddizioni: diminuzione delle tasse ed aumento delle spese per le infrastrutture migliore politica estera e conflitto con Cina, Messico e Paesi mussulmani. Poi, analizzando le nomine per il gabinetto di governo di Trump risalta che questo è composto di 10 milionari e quattro miliardari, tra cui alcuni piuttosto problematici, comil segretario alla Sanità Tom Price, contrario all’assicurazione sanitaria per i poveri, il segretario per l’Energia Rick Perry, lo stesso dicastero di cui in passato Perry aveva auspicato l’eliminazione, il segretario della Difesa James Mattis, soprannominato “Mad Dog” e famoso per aver affermato “É divertente sparare ad alcune persone”; il segretario del Lavoro Andrew Puzder, contrario ai controlli governativi; il segretario del Tesoro Steven Mnuchin, contrario alle tasse federali e il ministro della Giustizia Jeff Sessions, che considera il Ku Klux Klan “Ok”, è anti-immigrazione ed ha affermato che il biossido di carbonio non è un agente inquinante, bensì un nutrimento per le piante. Trump giustifica le nomine affermando di aver scelto le persone migliori, ma in passato, in uno dei sui libri, ha scritto anche che il suo motto è “scegliere i migliori, ma non fidarsi di loro”. Da premettere che un gabinetto di miliardiari potrebbe servire a Trump oltre che a soddisfare il suo motto, anche per proteggersi dagli “amici” repubblicani che per le loro costose campagne elettorali hanno bisogno dei contributi finanziari proprio dei ricchi membri del gabinetto di Trump. Che poi questi possano anche attuare le riforme tanto care ai repubblicani, è certamente un “plus”.


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