Primarie: sale la tensione


ROMA. Il ponte del primo maggio, il televoto e pure la sedia a rotelle di Emiliano. A cinque giorni dalle primarie e alla vigilia del primo e unico confronto tv tra i candidati alla segreteria, sono screzi e dispute sul metodo a tenere banco nel Pd. Matteo Renzi prova a spegnere sul nascere le polemiche "non parlando di Orlando-Emiliano ma dell'Italia". Ma gli sfidanti lo incalzano. "Chi vince dirige e gli altri fanno squadra con le loro idee", afferma Andrea Orlando guardando al dopo. "Sarebbe bello - dice anche Michele Emiliano - se Renzi stesse sotto il 50%, costretto a far squadra".


L'ex premier, in un'iniziativa a Cavriglia per il 25 aprile, rilancia la sua proposta di bloccare i fondi nel bilancio Ue ai Paesi che non accolgono i migranti e, quanto all'Italia, denuncia che si è piombati nella "palude" istituzionale ed è "tutto fermo". Dopo la probabile conferma alla segreteria, anticipano i suoi, darà una spinta sui alcuni temi, a partire dall'Ue e la legge elettorale, persuaso che il Pd non possa restare a 'galleggiare' fino alle prossime elezioni. Prima, però, punta a una vittoria piena sui suoi avversari (gli ultimi sondaggi Dem lo darebbero ben oltre il 60%).

E respinge fin d'ora le polemiche sull'affluenza: "Che votino centomila persona o un milione sono più di quante decidono sul blog di Grillo o nella villa di Arcore. Si è scelto di fare il congresso nel giorno peggiore possibile, tra i ponti del 25 aprile e del primo maggio, e poi fanno polemica sull'affluenza...",punzecchia. Gli sfidanti replicano che la data è stata scelta da Renzi, loro avrebbero rinviato: "Le primarie il 30 aprile le hai imposte tu, e ora ti lamenti? Pensi ti faccia onore prendere in giro la comunità dei democratici?", attacca Marco Meloni, lettiano che sostiene Orlando. I renziani, replica Ernesto Carbone, ave- vano "proposto il 9 aprile". E Lorenzo Guerini puntualizza: "La durata del congresso è uguale al 2013". Ma intanto è un altro il fronte su cui ssposta la polemica. Perché Emiliano critica le regole del confronto tv che mercoledì sera andrà in onda su Sky. "I renziani non vogliono il televoto perché si vedrebbe che Renzi ha contro l'intero popolo italiano tranne una piccola parte di democratici che lo sostiene. E poi non vogliono che io sia sulla sedia a rotelle perché impietosirei l'elettorato", afferma il governatore, che rilancia un'alleanza di governo con i Cinque stelle e sottolinea tra i due avversari Dem di preferire Orlando. Ma dalla mozione Renzi replica Michele Anzaldi: "Nella riunione preparatoria con Sky abbiamo tutti detto no al televoto perché ci sono problemi di funzionamento. E su Emiliano, che ha vinto il sorteggio e sarà seduto al centro, ho chiesto solo parità di condizioni per tutti. Se facciamo questa gara, porto Renzi bendato. Ma gli italiani sono vaccinati: non decidono su una sedia a rotelle". Ma la polemica è destinata a proseguire, perché Emiliano tiene il punto: "Anzaldi - sostiene - ha fatto di tutto per evitare il televoto". Non manca nemmeno un siparietto tra- gicomico: "Veramente Emiliano è arrivato a minacciare il collega Anzaldi? Le sue parole sono state travisate o ha usato veramente terminologie da rissa? Sarebbe bene che smen- tisse o si scusasse. Certe espressioni non si addicono di certo a un magistrato ed è inaccettabile a maggior ragione che vengano usate contro un compagno di partito. Ma in cosa vogliono trasformare una festa della demo- crazia come le primarie del Pd?" ha dichiarato Ernesto Carbone. "Emiliano ha detto: 'Anzaldi non si senta garantito dal fatto che sono sulla sedia a rotelle, che prima o poi guarisco'. Quale è il senso di queste parole?", ha concluso Carbone.


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