Primo Maggio in Kuwait



GENTILONI INCONTRA I MILITARI ITALIANI E LE AUTORITÀ ISTITUZIONALI DEL PAESE

ROMA.Il premier italiano Paolo Gentiloni festeggia il Primo Maggio in Kuwait assieme ai militari italiani di stanza nell’emirato e lontano sia dalla vittoria di Matteo Renzi alle primarie sia dalle polemiche per la festa dei lavoratori. Il premier, partito domenica sera, ha conciliato nella visita sia il rafforzamento dei rapporti bilaterali con il Paese arabo sia il ringraziamento ai soldati impegnati nella lotta al Daesh e “per la sicurezza del nostro Paese e delle nostre truppe”. Il presidente del Consiglio ha incontrato le autorità istituzionali del Paese, l’emiro Sabah al- Ahmad ed il principe ereditario NawafAl-Ahmad assieme ad una delegazione dei ministri dell’emirato. Gli scambi commerciali tra Italia e Kuwait sono molto cresciuti negli ultimi anni grazie soprattutto alla maxi-scommessa, vinta lo scorso anno da Leonardo Finmeccanica, per la fornitura di 28 caccia Eurofighter Typhoon nell’arco di venti anni e per un valore complessivo tra i 7 e gli 8 miliardi di euro. Con l’emiro Gentiloni ha anche affrontato il tema della stabilità della regione in ottica della guerra allo Stato Islamico. Ed è proprio per ringraziare l’impegno italiano nella regione(“Siamoil secondo contingente per numero in Iraq, come mi ha ricordato anche Trump”, ha detto il premier) nel pomeriggio Gentiloni ha fatto visita al nostro contingente di stanza nella regione per svolgere attività di supporto alla coalizione anti-Isis. “L’Italia - ha detto il presidente del Consiglio - considera il lavoro che fate di importanza straordinaria per contribuire non solo ad un interesse strategico ma direttamente legato alla sicurezza del nostro Paese”. L’ex ministro degli Esteri ha riconosciuto che la sconfitta del Daesh a Mosul, in Iraq, “è sempre più vicina e potrebbe arrivare nei prossimi mesi” ma non è ancora realizzata. E, ha incalzato, “sconfiggere Daesh a Mosul, come a Raqqa, avrà un’importanza simbolica e psicologica fondamentale non perché cancellerà la minaccia terroristica che sappiamo potrebbe ripresentarsi in altri modi ma farà venire meno il mito di una sorta di invincibilità dello Stato islamico, un mito sanguinario attorno al quale attraverso internet si alimentano le azioni di macabra violenza di gruppi e singoli in giro per l’Europa e il mondo”.


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